Coronavirus, Giani: "Oggi 2.336 contagiati, dati si stanno stabilizzando"

E intanto le provincie di Siena e Grosseto potrebbero uscire per prime dalla zona rossa

“Oggi abbiamo avuto 2.336 contagiati. Il 30 ottobre erano 2.700. Quindi i dati si stanno stabilizzando e per questo ho detto che la Toscana poteva essere sì da zona arancione, ma metterla in zona rossa è stato un po' eccessivo". Lo afferma, intervenendo questa mattina su Lady Radio in merito all'emergenza Coronavirus, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha anche nel corso della stessa intervista ha confermato che le province di Grosseto e Siena potrebbero uscire per prime dalla zona rossa.

"Penso di chiederlo. E' una possibilità”, risponde Giani, circa la disponibilità da parte del ministro della salute Roberto Speranza, in coerenza con quanto già previsto dall'attuale Dpcm in vigore fino al 3 dicembre, a differenziare le restrizioni in maniera ancora più puntuale sui territori.

"Naturalmente devo avere una certa stabilità di dati per 14 giorni – sottolinea il presidente -. In Toscana potrebbero essere le province di Grosseto e Siena (ad uscire dalla zona rossa, ndr). Non ritengo che questo avverrà oggi, ma nei prossimi giorni” sarebbe possibile.

Al Meyer il tampone fai da te

A proposito di vaccini antinfluenzali "ce ne sono 500mila in più rispetto all'anno scorso", ha assicurato Giani, replicando così alle dichiarazioni pubblicate stamani dal Corriere Fiorentino del presidente di Federfarma Firenze, che lamenta la carenza di dosi di vaccino contro l'influenza in Toscana.

"Sono le tipiche polemiche che enfatizzano in senso generale una sicura, probabile disfunzione particolare. Che il singolo farmacista sappia quanti sono i vaccini distribuiti a livello regionale non so come faccia. Dico quello che mi viene riferito dal direttore generale della Regione: abbiamo distribuito 500mila vaccini in più rispetto all'anno scorso", sottolinea il presidente della Regione.

Il cosiddetto tampone fai-da-te, ha aggiunto “è arrivato in Toscana prima che in Veneto, si sta applicando regolarmente e quotidianamente al Meyer. Viene fatto al Meyer perché per i bambini può essere un approccio che consente di avere subito dei dati. Prima di estenderlo, come cerca di fare Zaia in Veneto, vogliamo renderci conto dell'affidabilità". Si tratta di un test che, aggiunge Giani, "non ha la precisione del tampone molecolare, ma ad oggi non sappiamo neanche se abbia la stessa affidabilità del tampone rapido". 

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