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Coronavirus, coda chilometrica per la spesa: tra paure, libri e mascherine / FOTO

Tanti anziani costretti ad affrontare il virus, spunta anche una ragazza che legge un libro: “Di tempo qui in coda ce n'è”

Nell'attesa che arrivi il proprio turno, nella lunga fila al supermercato, c'è anche chi si è portato dietro un libro. Perché no. Questo pomeriggio, venerdì, nel serpentone di centinaia di persone formatosi di fronte alla Coop di piazza Leopoldo, Nina, 21 anni, si legge 'Lo zen e il tiro con l'arco' di Eugen Herrigel. Lunghe file, fin dal primo mattino, sono del resto state segnalate di fronte a tanti supermercati.

“Dal momento che c'è da aspettare, ne approfitto”, dice la ragazza, studentessa di lingue orientali a Venezia ma naturalmente ora bloccata a Firenze per l'emergenza coronavirus. E di tempo da aspettare ce n'è molto davvero.

“Cinquanta minuti, un'ora”, assicurano le persone arrivate alla soglia dell'ingresso, dove un dipendente fa entrare a scaglioni di 10-15 per volta, dopo aver atteso che altrettante persone siano uscite.

“Chiudere tutto di colpo, cambiare la vita in maniera così repentina. E' dura, non facile da accettare, bisogna gestire bene la cosa perché un cambiamento del genere rischia di far 'uscire di testa' molti”, dice ancora la giovane studentessa.

Tanti in fila hanno la mascherina. Ormai non è più una novità. La coda è lunga, almeno un paio di centinaia di metri, ma non è un assalto. Tutt'altro. C'è grande compostezza. Tutti a un metro, ma anche due, l'uno dall'altro.

Molti gli anziani. Alcuni camminano appoggiati al bastone o al carrello. Sono i più esposti al coronavirus e i più a rischio, ma la cosa non sembra atterrirli troppo.

“Ci si adegua e si sopporta. Spaventata? Non molto, ma preoccupata sì. Le code per il pane da bambina le avevo viste, ma una cosa così mai”, dice Marisa, 79 anni.

Nonostante le raccomandazioni di muoversi solo uno per famiglia, è in compagnia del marito. Entrambi hanno la mascherina. “Che si fa? Stiamo alle regole, ecco cosa facciamo. Ero piccolo, ma ho visto la guerra. Passerà anche questa”, dice lui, Mirino, 83 anni, sorridendo sincero e avvicinandosi. “Ah, è vero, non si può. E' che mi viene spontaneo”.

Molti, non tra gli anziani, sono incollati ai cellulari. Le notizie sul coronavirus rimbalzano una sull'altra. “Aspettiamo che passi, non si può fare altro. Con tutte le precauzioni del caso, senz'altro. Le sanzioni per chi non rispetta le restrizioni? Giustissime”, dice Laura, 28 anni, barista in ferie forzate. Lei è appena uscita. Ha preso parecchia roba. Di questi tempi non si sa mai.

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