Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Cnr, 400 precari pronti a scendere in piazza: "Pandemia insegna che senza ricerca il Paese non ha futuro"

I ricercatori precari del Cnr chiedono di attuare la stabilizzazione prevista 3 anni fa. "Non disperdiamo questo patrimonio di competenze e professionalità"

La pandemia che da un anno mette a dura prova la tenuta sociale ed economica del Paese, ha inesorabilmente messo in risalto il ruolo centrale della ricerca pubblica, più volte chiamata in causa da opinione pubblica e mondo politico, in questo periodo, come guida maestra per uscire dall’emergenza sanitaria ed economica.

Peccato però che la ricerca pubblica, in Italia, abbia subìto negli ultimi vent'anni un continuo e inesorabile definanziamento. Se adeguatamente finanziata, al contrario, avrebbe certamente un ruolo nella prevenzione di future crisi e di rilancio per ogni settore.

Ecco dunque l'occasione: il Consiglio Nazionale delle Ricerche - maggior ente di ricerca pubblica del Paese - ha infatti avviato, grazie al recepimento di un decreto legislativo di 3 anni fa, un percorso di stabilizzazione dei precari.

Purtroppo però, ad oggi, ben 400 lavoratori precari del Cnr vedono la scadenza della validità delle graduatorie e, più in generale, la data ultima per il percorso di stabilizzazione avvicinarsi inesorabilmente.

"Si tratta di 400 ricercatori precari la cui professionalità e competenze, maturate nel corso di anni, rischiano di essere perse e di non poter contribuire attivamente al vero rilancio del paese" spiega il Movimento dei precari uniti Cnr di Firenze

La manifestazione

"Per questo - aggiunge - ci ritroveremo domani 18 novembre, a partire dalle 10:30, per la prima manifestazione per la ricerca pubblica e il superamento del precariato".

La manifestazione, organizzata da FLC-CGIL, FIR-CISL e UIL  Scuola RUA, si terrà su un doppio binario: in rete, live streaming sulla piattaforma Zoom e in piazza, a Roma in Piazzale Aldo Moro.

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Le richieste dei ricercatori precari

Queste le richieste dei precari del Cnr:

  • L’individuazione di concrete strategie di intervento per un serio finanziamento della ricerca pubblica e l’inevitabile intervento  governativo che è necessario per il completamento delle procedure di superamento del precariato
  • l’approvazione del nuovo piano triennale di attività entro dicembre 2020 con la programmazione dell’entrata in servizio a tempo indeterminato di tutti i colleghi aventi diritto alla stabilizzazione
  • il completamento del processo di stabilizzazione entro dicembre 2021
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