Psicosi coronavirus, appello ai tassisti: "No all'isteria e alla sinofobia" 

Giudici (Uritaxi): “Grazie ai farmacisti e agli esperti”

Per scongiurare che la psicosi del coronavirus possa dilagare anche tra i tassisti, l'unione di rappresentanza dei tassisti Italiani (Uritaxi) ha lanciato un appello per fare in modo che quanti sono quotidianamente impegnati nel servizio pubblico mantengano la calma e non si lasciano vincere dalla paura.

"Stando a quello che ci dicono gli esperti, l’isteria da Coronavirus non poggia su basi razionali. Se le Autorità hanno in questi casi un dovere di sopravvalutazione del fenomeno, la scienza ci richiama al raziocinio. Il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, così come altri noti immunologi, affermano che il rischio di avere ulteriori casi di trasmissione uomo-uomo in Ue è da basso a molto basso. Ogni anno nella sola Italia – afferma il presidente nazionale Uritaxi, il fiorentino Claudio Giudici – abbiamo ottomila decessi per influenza, e nel caso del coronavirus stiamo parlando di numeri infinitamente più piccoli".

"E’ ammirevole – prosegue Giudici – questo tentativo di riportare le persone ad una gestione razionale del proprio quotidiano, prima che il panico continui, tra crollo delle borse, stop ad import/export e prenotazioni turistiche, a fare i danni reali e immediati che già sta facendo".

"Un ringraziamento – sottolinea – va a Federfarma ed ai farmacisti italiani, che in questo momento attraverso le loro strutture stanno diffondendo le comunque necessarie precauzioni per questi casi, dimostrando ancora una volta l’efficienza del modello amministrato rimesso alla piccola imprenditoria nazionale. Queste sono le medesime valide per l’influenza: ovvero lavarsi le mani, in assenza di acqua usare gel alcolici; coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, usare il fazzoletto di carta e gettarlo nel cestino; se possibile, rimanere in casa in presenza di malattie respiratorie febbrili, specialmente nella fase iniziale; evitare di toccarsi occhi, naso o bocca; i virus possono diffondersi quando vengono toccate superfici contaminate".

"Ai tassisti italiani – fa appello il presidente Uritaxi – vista la consueta esposizione data dal nostro lavoro, ribadendo di rifuggire da qualsiasi forma di irrazionale e disumana sinofobia, raccomandiamo, oltre a quanto sopra, come sempre, di areare con frequenza l’abitacolo e non viaggiare sistematicamente col ricircolo dell’aria inserito".

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