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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Crisi Coronavirus, la Cgil: "Nessuna riapertura se non calano i contagi"

Il sindacato si schiera contro la linea 'aperturista': "non è questo il momento di allentare la stretta"

"E’ necessario fare appello ai cittadini affinché, ancora una volta, ci aiutino a limitare la diffusione della malattia e dunque la pressione sugli ospedali. La sofferenza indotta dalla crisi economica, la stanchezza, tutto comprensibile! Ma possiamo continuare a pagare un tributo così alto in termine di vite umane e di sofferenze? Non può esserci libertà se non si riduce la mortalità. Non è questo il momento di allentare la stretta, stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel grazie ai vaccini ma dobbiamo insistere con le misure di prevenzione. Nessuna riapertura se non calano i contagi. La pressione sugli ospedali rappresenta l’indicatore più oggettivo e dunque determinante per le scelte di tipo politico e sanitario". Così la Cgil in una nota, si schiera contro la linea 'aperturista' invocata dalle attività commerciali ma anche da teatri, piscine, palestre e luoghi di cultura che chiedono di poter tornare a lavorare, in sicurezza e seguendo le misure anti-Covid disposte dal governo.

"Siamo in piena terza ondata - spiega il sindacato - l’effetto della variante inglese a maggiore contagiosità è ormai evidente e le strutture ospedaliere Covid sono in grande sofferenza, in Toscana come in gran parte del Paese, sia per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto Covid di tipo ordinari che per quelli intensivi e sub-intensivi. In Toscana il tasso di saturazione medio di reparti ordinari Covid e terapie intensive è, da una settimana, stabilmente sopra il 95%".

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"Il personale medico, infermieristico, sanitari e tecnici, da mesi sotto pressione in questi ospedali, è chiamato a un ulteriore sforzo - aggiunge la Cgil -. La sua condizione psico-fisica è segnata da oltre un anno di lavoro intenso e logorante per l’esposizione a rischio biologico. In questa ultima ondata, l’età media dei pazienti Covid si sta abbassando, molti pazienti giovani finiscono in rianimazione. Si tratta di pazienti impegnativi, che allungano i tempi di degenza e riducono il turnover, a causa di una malattia insidiosa, persistente, non di rado mortale. Va allentata la pressione sugli ospedali covid ormai saturi".

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