Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Coronavirus: a Firenze caso sospetto di "variante inglese"

Il sequenziamento del genoma virale di un 24enne, tornato da Londra il 18 dicembre e risultato positivo il 20, è in corso

Il sequenziamento di un caso sospetto di variante inglese del virus è in corso nel laboratorio di Microbiologia e virologia di Careggi, diretto dal professor Gian Maria Rossolini.

Si tratta di un 24enne rientrato da Londra il 18 dicembre scorso, risultato positivo al tampone di screening – obbligatorio per tutti i viaggiatori provenienti dal Regno Unito – cui era stato sottoposto il 20. Lo scrive La Nazione.

L'allerta vera e propria però è scattata soltanto il 29 dicembre scorso quando il giovane, ormai asintomatico e desideroso di uscire dall’isolamento in anticipo rispetto alle due settimane previste senza ripetizione del test, si è nuovamente sottoposto a tampone molecolare.

Le varianti in Toscana e l'importanza del sequenziamento

In verità non è noto quali e quante varianti di Sars-Cov-2 circolino in Toscana, dal momento che vengono scarsamente sequenziate. Il motivo di questa carenza è da ricercare nel fatto che per sequenziare i virus da tamponi positivi serve tempo e soprattutto servono investimenti. Nei campioni sequenziati in Italia, al momento sono state identificate in tutto otto diverse varianti, tutte appartenenti al tipo B, largamente diffuse in Europa.

Resta il fatto che isolare e sequenziare è di fondamentale importanza, soprattutto adesso che sta per partire la vaccinazione di massa, al fine di conoscere la capacità infettiva del virus. Perché in base alla maggior parte degli studi internazionali compiuti, un virus molto infettivo richiede anche che venga vaccinato un maggior numero di persone – e dunque un tempo più lungo per per raggiungere l’immunità di gregge – rispetto a un virus poco diffusivo.

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E mentre prima di conoscere la variante inglese si parlava di una copertura vaccinale pari al 60-70 per cento della popolazione per raggiungere l’immunità, ora – a seconda della capacità infettiva delle nuove varianti – potrebbe essere necessario arrivare al 75-80 per cento di copertura. Naturalmente, anche i tempi per raggiungere la soglia di copertura vaccinale prevista si allungherebbero di alcuni mesi.

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