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Coronavirus: “Lavoratore licenziato perché denunciava l'assenza di mascherine”

La denuncia di Usb Toscana: “Inaccettabile, chiediamo immediato reintegro”

Un lavoratore licenziato perché denunciava la mancanza di protezioni individuali contro il coronavirus. Così denuncia il sindacato Usb Toscana.

“Lunedì 6 aprile è arrivata la lettera di licenziamento per Gabriele, lavoratore e rappresentante Rsu dell'Ati, cooperativa in appalto Alia (azienda concessionaria del servizio di raccolta rifiuti nei comuni della Toscana centrale, tra cui Firenze, ndr) nei comuni di Borgo San Lorenzo e Scarperia per le attività di igiene ambientale”, denuncia l'Usb.

“Dall'inizio dell'emergenza sanitaria, sia attraverso richieste fatte all’azienda dal lavoratore, che attraverso un vademecum inviato dall’Unione Sindacale di Base a ATI, sono state richieste le adeguate condizioni di lavoro previste: mascherine, guanti, sanificazione e tutto quanto indicato dalle disposizioni ministeriali e regionali. I lavoratori dell'appalto in questione non hanno mai interrotto il servizio pur avendone pieno diritto, ma vista l'assenza di risposte Gabriele si è rivolto a un giornale per rendere pubblica una condizione che è oggi grave, pericolosa e inaccettabile. Aver reso pubblico questa realtà – si legge in una nota diffusa dalla stessa Usb -, ha determinato il licenziamento di Gabriele”.

“Un licenziamento che non può e non deve essere accettato. Meno che mai in un appalto di un servizio pubblico essenziale come l'igiene ambientale”, conclude la nota del sindacato di base, che chiede l'immediato reintegro del lavoratore. In sostegno del lavoratore licenziato, chiedendo il reintegro, si sono schierati anche Tommaso Fattori di Toscana a Sinistra e Potere al Popolo.

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