Coronavirus: ecco la App toscana che traccia i contagi. La Regione: "Non è il Grande Fratello koreano"

Al momento lo usano medici e sanitari di Careggi, presto anche operatori e ospiti di Rsa, volontariato, farmacie, personale penitenziario, forze dell'ordine, vigili del fuoco

Mettere insieme i casi positivi, monitorare i sintomi, mappare gli spostamenti. Con l’obiettivo di contenere il contagio del coronavirus, anche in vista della Fase 2, la riapertura delle attività economiche. La prima app d’Italia per rendere efficace lo screening di massa, collegando i soggetti a rischio in un unico archivio, nasce in Toscana.

Lo scrive il Corriere Fiorentino. L'App si chiama #acasainsalute, è un lavoro del dipartimento di sanità digitale della Regione e introduce per la prima volta la possibilità di geo-localizzare le persone. Negli ultimi tre giorni, medici, infermieri, operatori sanitari, ma anche agenti delle forze dell’ordine hanno iniziato a scaricarla e a inserire i primi dati.

Per ora l’app — su base volontaria — è riservata a loro, ma, passo passo, l’innovazione riguarderà una buona fetta di popolazione toscana. E in queste ore Palazzo Chigi sta già studiando lo strumento con l’intenzione di allargarlo a tutta Italia.

Come funziona l’App

L’app ha un accesso semplice: per registrarsi, basta scansionare la tessera sanitaria. All’interno, una volta inseriti i dati, si può registrare il test, sierologico o col tampone, che si è fatto, e il successivo risultato. Alcune immagini illustrano all’utente come fare da soli l’esame sierologico rapido, con un kit predisposto e una sola goccia di sangue. Si possono inserire dati sui propri sintomi: febbre, tosse, dispnea, perdita di gusto e di olfatto. E ancora i dati epidemiologici: se si è stati in contatto con un caso positivo noto, se in famiglia ci siano persone con sintomi simil-influenzali. Serve a intercettare i positivi il prima possibile per isolarli subito. Sia attraverso le informazioni sui contatti avuti, sia attraverso i sintomi. Perché anche se un soggetto risulta negativo al test, ma poi sviluppa la febbre, grazie all’app si può sapere se un suo contatto è positivo e quindi avere un sospetto concreto e andare a fargli un tampone.

La geo-localizzazione

Di geo-localizzazione, sul modello coreano, per tracciare i movimenti dei contagiati e trovare i loro contatti, ne ha già parlato il premier Giuseppe Conte. La Toscana attende provvedimenti del governo per implementare l’app e poter tracciare i movimenti. Ad ora, #acasainsalute chiede all’utente se vuole autorizzare o no la geolocalizzazione, che, in caso di consenso, si limita a registrare il luogo in cui si è svolto il test. "È quanto siamo finora riusciti ad ottenere dal Garante della Privacy, ma aspettiamo provvedimenti dal governo per implementare l’app — ha spiegato al Corriere Fiorentino Andrea Belardinelli, direttore della sanità digitale della Regione e artefice dell’app — Se avremo l’autorizzazione, possiamo fare subito una vera geo-localizzazione. Sarebbe importantissimo perché potremmo sapere se il cellulare di un positivo è stato vicino al cellulare di un altro, per richiamare questa seconda persona a fare un controllo". Un Grande Fratello? "No, perché la tracciabilità sarebbe anonima, con un numero identificativo, non col nome".

Chi potrà usare l’App

Al momento, medici e sanitari di Careggi, ma anche guardie penitenziarie del carcere di Livorno stanno già scaricando l’app, che ha cominciato a circolare solo nelle ultime ore. Lo strumento sarà utilizzabile di pari passo allo svolgimento dei test. Sia per sorvegliare il contagio, sia per verificare sui grandi numeri l’efficacia dei kit sierologici rapidi. In questa prima fase, #acasainsalute è riservata a tutto il personale degli ospedali pubblici e privati, le forze dell’ordine, i farmacisti, gli operatori e gli ospiti delle Rsa, il mondo del volontariato, gli operatori socio sanitari del territorio. La Regione ha messo a disposizione 180 mila kit per queste categorie. Poi, col contributo dei laboratori privati, 61 in tutto, capaci di una potenza di fuoco da 250 mila kit, in un secondo momento l’app servirà a sostenere la cosiddetta Fase 2, le riaperture delle attività economiche: dipendenti dei supermercati, degli alimentari, ma anche di fabbriche in procinto di riaprire, potranno fare il test in modo da consentire una ripresa sicura della produzione. Terzo passo, quando arriveranno i kit ordinati alla Diesse di Siena, sarà possibile usare i test sierologici su tutti i potenziali focolai sul territorio. Quando risulterà un caso positivo l’esame rapido sarà fatto a tutti i suoi contatti. Anche grazie alle informazioni fornite dall’app.

La nota della Regione Toscana

La App in questione, che serve a raccogliere le informazioni necessarie a uno studio di sieroprevalenza che la Regione sta conducendo sul territorio toscano, non viene utilizzata dalla popolazione, ma solo dagli operatori pubblici e privati (quelli elencati nell'ordinanza 23, cioè operatori sanitari, operatori e ospiti di Rsa e Rsd, volontariato, farmacie, personale penitenziario, forze dell'ordine, vigili del fuoco, ecc. ), o dalle strutture che svolgono gli esami sierologici e sono addette all'inserimento dei dati degli analizzati.

Per raccogliere i dati necessari allo studio, condotto da un gruppo di lavoro individuato con apposito decreto (4872 del 2 aprile 2020), è stata sviluppata questa App, che consente di inserire informazioni anamnestiche da eventuale contatto Covid-19, informazioni sul luogo di lavoro e sul ruolo ricoperto dalla persone oggetto di test.

La App, che si chiama #acasainsalute, ha una modalità di raccolta dei dati legata ad un singolo soggetto, oppure un'altra modalità "ambulatorio", che consente di raccogliere velocemente informazioni di più soggetti (utile in contesti in cui un solo operatore effettua più prelievi presso una ditta o una Rsa).

La geolocalizzazione presente nella App, che il soggetto può decidere in autonomia di attivare o meno, non ha niente a che vedere con il tracciamento della posizione delle persone (il contact tracing modello Corea del sud, di cui tanto si parla), né dei contatti che la persona ha avuto, ma rileva solo ed esclusivamente il luogo della effettuazione del test o della risposta al questionario sopra descritto.

I dati vengono raccolti in maniera anonima e trattati nel più assoluto rispetto della privacy, secondo l'informativa disponibile all'apertura della App.

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