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I controlli della Polizia di frontiera

I controlli della Polizia di frontiera

Coronavirus: scalo a ostacoli, 8 persone provenienti da Paesi 'a rischio' fermate in aeroporto

La Polaria ha 'stoppato' a Peretola viaggiatori provenienti da Brasile, Perù, Cile e Repubblica Dominicana

La polizia di frontiera di Firenze, sin dall’inizio del lockdown, è in prima linea per il contrasto alla diffusione del virus Covid-19 e ha implementato i controlli a Peretola, con oltre 20.560 passeggeri identificati da maggio ad oggi, valutando attentamente per ciascuno i requisiti di ingresso al fine di garantire il rispetto della normativa nazionale.

A partire dall’introduzione del divieto di ingresso per coloro che giungono dai Paesi inseriti in black list, è stato inibito l’ingresso in Italia da parte della polizia di frontiera a 8 cittadini di paesi terzi, arrivati nello scalo fiorentino da aeroporti europei, dove avevano fatto un breve transito, ma in realtà provenienti da aree a rischio (quattro provenienti dal Brasile, due provenienti dal Perù, uno dal Cile ed uno dalla Repubblica Dominicana).

Gli stessi soggetti, una volta individuati ed accertata la condizione di irregolarità, sono stati ricondotti, col medesimo vettore aereo, al Paese europeo di provenienza.

"Nello svolgimento dei controlli - spiega la Polaria con una nota - aspetto di interesse è rappresentato dal divieto di ingresso per coloro che giungono dai Paesi inseriti in black list per il profilo epidemiologico: come previsto dal decreto del 7 agosto 2020, chi proviene o è transitato negli ultimi 14 giorni da Paesi con alto tasso epidemiologico, tra cui Brasile, Cile, Perù, Repubblica Dominicana, può fare ingresso in Italia soltanto se cittadino UE o familiare di cittadino UE con residenza anagrafica in Italia in data anteriore all’entrata in vigore del divieto".

"La difficoltà nell’individuazione di coloro che arrivano da tali aree proibite - prosegue la nota - consiste nel fatto che tali soggetti stranieri giungono in Italia non con voli direttamente provenienti da tali Paesi a rischio epidemia, ma in via indiretta facendo scalo nei principali aeroporti europei, quali Parigi ed Amsterdam".

"Considerato che la circolazione delle persone all’interno dell’Area Schengen è libera, diventa alquanto arduo individuare tali soggetti una volta entrati in Europa, poiché non è previsto un controllo documentale sistematico per le frontiere interne ma soltanto un controllo di polizia a campione" conclude la Polaria.

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