Cronaca

Filippine: coppia adottiva ancora bloccata a Manila 

I genitori alla Dire: "Implicazioni psicologiche per minori coinvolti" 

Foto di travelphotographer da Pixabay

Si preannuncia una giornata decisiva quella odierna per la coppia di Firenze bloccata a Manila dopo che il loro figlio adottivo di otto anni è risultato positivo al Covid poco prima di fare rientro in Italia, dove sono attesi dal loro primogenito di 11 anni. Da oltre due settimane, padre, madre e il loro bimbo adottivo sono reclusi in quarantena in una stanza di un hotel della capitale delle Filippine. Oggi è previsto un nuovo tampone che potrebbe dare loro il via libera per tornare a Firenze. Nei giorni scorsi l'agenzia Dire aveva contattato la mamma del piccolo, Elisabetta Ceccherini, che aveva raccontato la storia che la vede involontaria protagonista insieme al marito Francesco Sozzi. Oggi la signora Ceccherini si rivolge personalmente all'agenzia Dire, in attesa di una positiva conclusione di quella che i nostri connazionali bloccati nello Stato del Sudest asiatico definiscono come "una vera e propria odissea".

"Considerando che al momento per ora tutti e tre risultiamo asintomatici - scrive Ceccherini- ci è stato concesso di procedere con nuovo tampone e solo se chi risulta negativo può, per protocollo, imbarcarsi su un volo di linea internazionale. Vista la stabilità delle nostre condizioni di salute, le implicazioni maggiori stanno maturando a livello psicologico per i due minori coinvolti: E., primogenito biologico affidato al nonno di 80 anni, già destabilizzato per non essere potuto partire per i protocolli filippini in tempo di Covid, ha manifestato serio disagio alla scoperta che in data 5 giugno non ci avrebbe reincontrato come da programma, ma che al contrario si prospettava un periodo di incertezza sul nostro ritorno". La signora Ceccherini aggiunge che "C., che fino al primo giugno era in una casa famiglia dove passava la maggior parte del tempo all'aperto circondato da altri bimbi, si trova attualmente rinchiuso in una stanza d'hotel con due sconosciuti che non parlano la sua lingua, costretto ad indossare sempre la mascherina, a mangiare e dormire separato. I primi giorni guardava in continuazione il librino dei ricordi del suo istituto, piangeva, non mangiava e guardava fisso fuori dalla finestra". 

Un pensiero Ceccherini lo rivolge poi alle istituzioni "chiamate in causa immediatamente alla scoperta del tampone positivo: Unità di crisi della Farnesina, ministro degli Esteri Di Maio e ministra della Famiglia Bonetti non hanno tuttora risposto alla nostra richiesta di assistenza. L'ambasciata italiana a Manila, dopo un iniziale freddo appoggio, si è interessata telefonicamente della nostra situazione". Parole al miele, invece, Cecherini le rivolge a quanti li stanno aiutando. "Chi ha fatto la differenza-scrive Ceccherini- è stato il nostro ente adottivo, 'I 5 pani', che grazie allo staff italiano ha contattato continuamente la Cai e la corrispondente locale che, pur costretta in quarantena, si è adoperata attivamente per farci rimanere in hotel tutti insieme anche se pur separati ed ha ottenuto la diminuzione del tempo di quarantena con tampone negativo al decimo giorno. Sempre lo staff dell'ente ha collaborato attivamente per smuovere le varie autorità coinvolte per farci avere i permessi necessari per volare separati in caso di un solo genitore negativo e poter così tornare da nostro figlio biologico. L'assistente sociale dell'ente ci ha inoltre sostenuto psicologicamente in maniera quotidiana e lo stesso ha fatto con i nostri parenti in Italia per la gestione migliore del trauma di E.". Ceccherini sottolinea poi che "non presentando sintomi, siamo in grado di attendere oggi, 14 giugno, per l'esito dei test e cercare di sperare di partire finalmente tutti insieme per ricongiungerci con il nostro primogenito, pur consci di continuare il regime di quarantena ma nelle accoglienti pareti della nostra casa. Chiediamo, tuttavia, una tempestiva risposta rispetto alla possibilità di organizzare un volo di Stato in biocontenimento, nel malaugurato caso che anche solo uno di noi risultasse positivo, per non accrescere lo stress psicologico a cui sono sottoposti i due minori coinvolti". (Agenzia Dire)  

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