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Cooperativa di Legnaia: ultimi giorni di speranza per non chiudere

Se entro fine settembre non arriva un acquirente la coop andrà all'asta

Ultimo mese di speranza per la Cooperativa di Legnaia: entro il 30 settembre, affinché la storica cooperativa non chiuda, deve arrivare un'offerta di acquisto “congrua” da parte di un acquirente. Se no, chiusura dei battenti e asta.

L'azienda è in crisi da mesi, per i forti debiti contratti con le banche. Il ministero dello sviluppo economico ha nominato con decreto del dicembre 2019 un liquidatore, la dottoressa Caterina Rossi, che si sta battendo per salvare la cooperativa.

Ma per quanto è trapelato nelle ultime settimane (anche se in questi giorni le bocche sono cucite) al momento di offerte economiche da poter considerare “congrue” rispetto al valore della cooperativa non ne sarebbero arrivate.

Il 30 settembre, come ha scritto anche il Corriere Fiorentino in un articolo di un paio di settimane fa, scade la proroga per le attività, con un futuro che si preannuncia a rischio per i circa 100 dipendenti.

“In presenza di un’offerta concreta si potrebbe chiedere un'ulteriore proroga al ministero”, ma “presumo che si vada verso la chiusura”, le parole pessimiste rilasciate da Giuseppe Viviano della Fisascat Cisl al Corriere il 20 agosto scorso, mentre in questi giorni lo stesso Viviano non vuole rilasciare altre dichiarazioni sul caso.

La cooperativa, che ha una storia ultra secolare (è nata nel 1903) è molto nota ed attorno ad essa ruota una realtà che mette insieme oltre 500 soci agricoltori, dislocati in tutta Italia ma la cui maggioranza risiede in Toscana ed in particolare nella provincia di Firenze.

Nei tre punti vendita, in via Villamagna a Firenze sud, in via Baccio da Montelupo, al confine tra Firenze e Scandicci (questo è quello più grande, la foto sopra è proprio l'ingresso di via Baccio) e a Borgo San Lorenzo, si trovano prodotti alimentari che arrivano dalla filiera locale e biologica e un po' di tutto per quanto riguarda attrezzi e utensili agricoli, fino ai semi (nel negozio di via Baccio c'è anche un vivaio e la vendita diretta delle piante).

Una realtà che rischia di scomparire a breve. Sui social rimbalza la preoccupazione di clienti e non solo. Al momento non sarebbero arrivate, ma il condizionale è d'obbligo, nuove offerte in grado di rilevare l'azienda. La speranza, come detto, dura fino al 30 settembre.

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