Contributo di bonifica mai arrivato: costretti a pagare 4 anni in uno

Errori del consorzio nel censimento ma nessuna rateizzazione. E sugli avvisi già scaduti c'è la proroga

Bollettini arrivati e già scaduti. Sono quelli che si sono visti recapitare a casa tantissimi fiorentini. Il pagamento riguarda il contributo di bonifica che i cittadini ormai ricevono da quattro anni. Si tratta di un avviso bonario e la scadenza è puramente indicativa, certo. Ma è anche chiaro che mettere l'utente in una ingiusta condizione di difetto non è elegante.

Così il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno (delle province di Firenze, Prato, Pistoia) ha ammesso l'errore burocratico deciso di prorogare per un altro mese la data di scadenza, slittata al 17 febbraio. Per quelli che non rispetteranno la scadenza ci sarà comunque possibilità di pagare quando arriverà la cartella esattoriale, con una mora di 6 euro.

Ma non è l'unico problema emerso in questi giorni sul contributo. Perché è curioso e paradossale anche quello che è accaduto agli utenti che fino ad oggi non avevano ricevuto alcun avviso bonario, né cartella esattoriale, ma identificati successivamente fra quelli che devono pagare. "Abbiamo rintracciato la sua utenza da una scrittura privata", è la misteriosa spiegazione offerta alla signora Luana, vittima del caso, dal 1981 regolarmente proprietaria a Firenze di una civile abitazione di 70 metri quadri circa in un piccolo condominio.

Anche qui lo sbaglio è del Consorzio di Bonifica, che però non fa sconti: non appena l'ente censisce l'utente gli invia l'avviso di pagamento con la cifra totale da pagare, quella del 2019 sommata a quella degli anni precedenti.

Così la bolletta risulta quadruplicata: 58,74 euro totali per i quattro anni in cui il contributo è progressivamente aumentato di qualche decina di centesimi. "Ma va pagato comunque in un'unica soluzione, trattandosi di una cifra comunque accessibile", hanno spiegato dal Consorzio. Insomma, il cittadino subisce l'errore burocratico e deve anche subire la "stangata" unica

FirenzeToday non è a conoscenza di altri casi precedentemente non censiti e poi identificati (se volete segnalarceli potete scrivere a firenzetoday@citynews.it): chissà se, come pare dalla risposta del Consorzio, in caso di bolletta più pesante l'ente abbia almeno concesso una rateizzazione per il pagamento.  

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Certo è che il contributo ha suscitato molte polemiche, a partire dalla pioggia di ricorsi, alcuni dei quali hanno stabilito l'illegittimità della riscossione. Dal Consorzio sottolineano che il contributo è importante "per la sicurezza idraulica dei fiumi", su tutti l'Arno. Ma la battaglia contro la gabella sembra destinata a non spegnersi. 

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