Università: Conte e Nardella inaugurano l'anno accademico, fuori la protesta

Il premier presente all'inaugurazione in Palazzo Vecchio. Protesta di precari e studenti

"È davvero un sincero grido di dolore quello che proviene dalle nostre aule, dai nostri laboratori, dalle nostre biblioteche, dalle nostre aziende ospedaliero-universitarie", perché l'università italiana "è prossima a un punto di non ritorno. Il 2020 sarà l'anno di svolta: bisogna riprendere a investire nel sistema pubblico dell'istruzione, dell'alta formazione e della ricerca per riequilibrare il divario che ci separa dagli altri Paesi". Così il rettore dell'Università di Firenze Luigi Dei ha aperto questa mattina la sua relazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico a Palazzo Vecchio, alla quale ha partecipato il presidente del consiglio Giuseppe Conte, alla presenza del sindaco Dario Nardella.

Dei chiede al governo, quindi, "quattro impegni concreti": un incremento del fondo di finanziamento ordinario (Ffo), la prosecuzione dei piani straordinari per reclutare giovani e valenti ricercatori, un piano pluriennale per la ricerca d'interesse nazionale e una reale politica d'investimenti infrastrutturali”.

L'università pubblica, sottolinea, "merita questo credito dal governo: viene da anni di sofferenza, ma anche di grande impegno e di riedificazione autocritica". Tuttavia "senza un incremento di risorse, il sistema universitario italiano inevitabilmente, già a partire da quest'anno, si avvierà verso un rapido collasso il cui esito sarebbe davvero drammatico per il Paese".

E fuori da Palazzo Vecchio protestavano sia la Cgil, per chiedere tutele per i 200 lavoratori precari dell'Università, che gli studenti. 

Il sindacato chiede un incontro con il rettore Luigi Dei e ricorda, in una nota, che si tratta "di lavoratori in appalto impiegati nei servizi esternalizzati dell'università fiorentina come front-office, pulizie, vigilanza" e che il bando di gara dell'ateneo "non garantisce l'applicazione dei contratti in essere ed espone il personale, oltre 200 lavoratori, alla perdita di salario e diritti".

"E' inaccettabile - spiega Filcams - che tutto ciò avvenga dentro l'istituzione formativa e culturale per eccellenza della città di Firenze. Non si può accettare che a ogni cambio appalto si mettano in discussione stipendio, tutele, fino al posto di lavoro stesso".

Durante l’inaugurazione dell’Anno Accademico protesta anche degli studenti universitari. “Le rappresentanze studentesche hanno deciso di abbandonare il Salone dei Cinquecento durante il discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in segno di protesta contro il sotto-finanziamento dell’Istruzione e della Ricerca”, si legge in una nota comune diffusa dalla principali sigle studentesche (Studenti di Sinistra, Lista Aperta Firenze, Csx Firenze, Udu Firenze Sinistra Universitaria).

“Emerge chiaramente nell’ultima Legge di Bilancio che il Governo non ha ritenuto opportuno neanche un rifinanziamento minimo del settore. I dati OCSE sulla percentuale dei laureati tra i 25 e i 34 anni, evidenziano come, con il 27% di laureati contro una media del 44%, il nostro paese sia tra i fanalini di coda in Europa. Veniamo da dieci anni di tagli al settore, che hanno portato a una riduzione del personale docente e amministrativo, alla compressione dei servizi e a una minore accessibilità al diritto allo studio. Senza una inversione di tendenza il sistema universitario nazionale, già in crisi, collasserà”, scrivono ancora i rappresentanti degli studenti.

"E' importante concentrare gli sforzi perché i giovani siano trattenuti nel nostro Paese, questa è una priorità assoluta", ha detto Conte intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico.

"Proprio in queste ore stiamo valutando un emendamento, in sede di conversione in legge del decreto milleproroghe, per immettere sin da subito 1.600 nuovi ricercatori nel sistema. Subito dopo – ha aggiunto il premier -, interverremo con un piano organico. Le università hanno infatti bisogno di programmi durata quinquennale. Un'altra priorità, poi, consiste nel definire strumenti volti a sterilizzare l'impatto degli scatti stipendiali, che fortunatamente sono ripresi, sui bilanci delle università: si tratta di un incremento di costi che, per alcuni atenei, potrebbe divenire ingestibile senza misure di ulteriore sostegno".

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"Lo sdoppiamento del comparto dell'istruzione, da un lato, e della ricerca e dell'università, dall'altro, testimonia la volontà e la determinazione del Governo di un'attenzione specifica", ha aggiunto il presidente del consiglio, ricordando il recente sdoppiamento dell'ex unificato ministero di università e ricerca.

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