Forteto: dopo la condanna Fiesoli si costituisce a Padova

Si è presentato in caserma dopo alcune ore dalla lettura della sentenza

Dopo alcune ore di giallo, in cui non è stato facile localizzarlo, ieri sera Rodolfo Fiesoli si è costituito presso il comando provinciale dei carabinieri di Padova. Fiesoli, 78 anni, poche ore prima era stato infatti condannato dalla Cassazione per maltrattamenti e abusi su minori della comunità del Forteto, rigettando il ricorso dei legali del "profeta" e confermando i 14 anni e 10 mesi della condanna d'appello bis. 

Ricorso rigettato anche per l'altra imputata, Daniela Tardani, condannata a 6 anni e 4 mesi. La IV Sezione penale della Corte di Cassazione, nel collegio presieduto da Francesco Maria Ciampi, ha rigettato il ricorso presentato dagli avvocati Zilletti e Mazza mettendo così un punto fermo sulla vicenda che ha visto al centro la comunità di Vicchio e che ha visto l'istituzione di due commissioni regionali e una parlamentare, quest'ultima ancora non operativa, per approfondire la vicenda torbida vissuta in Mugello.  

"Con la sentenza appena emessa dalla Cassazione - ha affermato il vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai in seguito alla sentenza - giunge finalmente al traguardo anche giudiziario la drammatica vicenda del Forteto, la comunità-setta del Mugello, in provincia di Firenze, teatro di orrori e abusi ai danni dei minori che lì venivano affidati dalle autorità. Per le vittime, i bambini di allora, questo punto fermo costituiva la condizione indispensabile per poter guardare avanti sentendosi legittimati nei patimenti subiti. Per gli auguzzini e in particolare per Rodolfo Fiesoli, auspichiamo sia finalmente giunto il tempo che sia messo in condizione di non nuocere più ad altri dopo che in questi mesi è stato libero di avvicinare ragazzini nei bar e davanti alle scuole di Aulla". 

Duro anche Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d'Italia, già vicepresidente della Commissione d'inchiesta sul Forteto nel Consiglio regionale della Toscana: "Finalmente arriva la giustizia, con il solito grave ritardo. Adesso il pedofilo Fiesoli vada in carcere e nessuno si sogni di concedere un solo giorno di sconto ad un criminale che ha distrutto la vita a centinaia di persone. Lo ha fatto insieme agli altri componenti della setta che, a causa di un sistema giudiziario assurdo, l'hanno fatta franca grazie alle prescrizioni. Abbiamo l'occasione di stabilire tutte le altre responsabilità, anche di politici e magistrati, con la Commissione d'inchiesta parlamentare: basta con i veti incrociati, è urgente farla partire". 

Gli fa eco in Regione il consigliere della Lega Jacopo Alberti: “Finalmente un po’ di giustizia per le vittime del Forteto spero che la sentenza della Cassazione, oltre a mettere la parola fine su una vicenda giudiziaria lunga e dolorosa per le vittime, sia anche la svolta per vedere finalmente pagare i colpevoli. Che si aprano le porte del carcere per Fiesoli e quelle della commissione parlamentare d’inchiesta. Un personale abbraccio alle vittime del Forteto, e un rinnovato augurio di buon lavoro al Commissario Jacopo Marzetti, che possa risollevare la Cooperativa con maggiore serenità”.

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