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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Come cambia l'Odeon

Cinema Odeon, libreria al posto della platea: 180 posti invece di 550, ristorante nello spazio del bar

Presentato pubblicamente il progetto da Giunti e dalla proprietaria della sala Gloria Germani: “Ora situazione non sostenibile, resterà la vocazione culturale e sarà aperto tutto il giorno ai cittadini”

Addio platea. Al suo posto, nei 450 metri quadri a disposizione, una libreria della Giunti, aperta da mattina a sera. Ma anche la possibilità di utilizzare il palco per concerti, teatro, spettacoli e presentazioni di libri. Alla sera, invece, le proiezioni delle pellicole, con gli spettatori posizionati nelle attuali gallerie, dove saranno assicurati 180 posti a sedere.

“Un modo per rendere sostenibile la gestione dell'attività e garantire all'Odeon altri cento anni di vita”, assicura Martino Montanarini, amministratore delegato della Giunti, che questa mattina insieme alla proprietaria del cinema Gloria Germani ha risposto pubblicamente alle perplessità dei firmatari dell'appello per “salvare” l'Odeon dallo “snaturamento”.

“Non ci sarà alcuno stravolgimento, l'emozione di guardare le pellicole resterà, così come la vocazione culturale del luogo”, assicura Montanarini. Ma le novità, appunto, non saranno poche.

La crisi degli spettatori

Del resto, fa capire Germani, con la crisi di spettatori in atto la storica sala forse non sarebbe andata avanti a lungo senza cambiamenti. “Da imprenditrice devo tener conto dei mutamenti in atto, con le produzioni spostate sempre più sulle serie tv e sulle piattaforme digitali. All'Odeon al momento abbiamo 557 posti di capienza. Con tre spettacoli al giorno offriamo 1.671 posti, ma da sei mesi abbiamo una media di 90 spettatori al giorno. Così la situazione non è economicamente sostenibile”, dice Germani.

Un altro aspetto che ha allarmato i firmatari dell'appello, tra cui nomi ultra noti come Drusilla Foer, Nanni Moretti, Pierfrancesco Favino, Ferzan Ozpetek, solo per citarne alcuni, anche l'anticipazione dell'introduzione di un nuovo bar-ristorante.

Il bar ristorante

“Lo spazio dedicato al ristorante resterà esattamente quello dell'attuale bar. Si tratta di una saletta di 70 metri quadri, corrispondente al bar sulla sinistra dopo l'ingresso”, spiega Montanarini. La novità, dice, sarà che dopo i lavori di ristrutturazione sarà possibile fermarsi per pranzo o per cena. “A prezzi popolari”, assicura.

A proposito dei lavori, Montanarini e Germani sottolineano che si tratterà di interventi conservativi dall'impatto minimo. Si prevede, ad esempio, l'abbattimento di barriere architettoniche come gli scalini per accedere alla platea. “Ora il piano è leggermente inclinato, la nostra proposta è di renderlo piano, come era già stato in passato”, dice Montanarini.

Previsto, oltre alla riverniciatura degli spazi, anche un montapersone per salire al primo piano. “Ad ogni modo ci adegueremo al parere della Soprintendenza. Se ci diranno che non possiamo attuare modifiche non le faremo. Ma anche i musei, pensiamo agli Uffizi, nel tempo cambiano. Non capiamo perché non possa cambiare nulla all'Odeon”, dice ancora Montanarini.

Luogo aperto ai cittadini

La promessa è quella di tenere aperto il cinema da mattina a sera, aprendo il piano superiore ai cittadini. “Chiunque potrà andare all'Odeon e fermarsi a lavorare o semplicemente a fare due chiacchiere, senza alcun obbligo di consumazione”, assicura l'ad di Giunti.

Il progetto è stato presentato ad inizio maggio al soprintendente Andrea Pessina, che può prendersi quattro mesi per decidere. Se arriverà l'ok, l'idea è di partire con i lavori dopo l'estate, ai primi di settembre, per poter riaprire il “nuovo” Odeon a metà dicembre, in occasione del centenario.

Il sindaco Dario Nardella sull'operazione si dice ottimista. “Il progetto è una buona base di partenza. Mi farò promotore di un incontro tra i firmatari dell'appello con la proprietà dell'Odeon e con Giunti, per arrivare ad una soluzione condivisa”, le parole del primo cittadino questa mattina, a margine di un incontro stampa.

La critica: "Cinema depauperato"

Non mancano però le critiche. Tra queste, quelle di Cristina Scaletti, presidente di Fondazione Toscana spettacolo. “Il luogo identitario del cinema viene in qualche modo depauperato della sua funzione perché nel progetto presentato il cinema esiste ma viene marginalizzato, rimane residuale", dichiara Scaletti, presente stamani alla presentazione del progetto. “Il messaggio che si manda al settore del cinema è preoccupante, per questo la popolazione ha espresso timori. Secondo me – ha aggiunto -, assistiamo ad una forte penalizzazione”. Sicuramente la querelle non finirà oggi.

Qui sotto l'ad di Giunti Martino Montanarini con Gloria Germani

Martino Montanarini e Gloria Germani-2

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