Claudio, finanziere vittima dell'amianto: "Battaglia infinita con il Ministero"

La Corte d'Appello di Firenze respinge l'istanza dell'Avvocatura di Stato e "dà ragione" per la seconda volta al militare, per 33 anni motorista di una guardacoste. Ma ci sarà Cassazione

L'avvocato Ezio Bonanni

Claudio ha lavorato per 33 anni come motorista e capo macchine su una guardacoste della guardia di finanza, è stato esposto a polveri e fibre di amianto e si è ammalato di asbestosi e placche pleuriche. Oggi è un luogotenente in pensione e sta lottando per ottenere il riconoscimento di causa di servizio.

A raccontare la sua storia è l'avvocato Ezio Bonanni, legale di Claudio, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e componente della Commissione Nazionale Amianto istituita dal Ministero dell'Ambiente per incentivare le bonifiche, la messa in sicurezza dei siti e la sorveglianza sanitaria degli esposti ad amianto.

“Claudio aveva ottenuto il riconoscimento dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che però, in un secondo momento, ha revocato il suo stesso provvedimento” spiega. L'avvocato fa ricorso al tribunale di Grosseto contro la revoca.

“Nel corso del giudizio di primo grado, il consulente tecnico nominato dal tribunale conferma che la malattia del luogotenente era legata all'esposizione per motivi di servizio ad amianto senza cautele” prosegue il legale.

E il 17 dicembre 2019, il giudice del tribunale di Grosseto Giuseppe Grosso riconosce al luogotenente lo status di vittima del dovere. La sentenza attribuisce a Claudio anche un assegno vitalizio e una speciale elargizione.

Ma il Ministero non ci sta. “Impugna la sentenza e ricorre in appello, chiedendo tra l'altro la sospensione dell'esecutività” afferma Bonanni. Il secondo grado di giudizio si è celebrato pochi giorni fa. E si è concluso positivamente per Claudio.

La Corte di Appello di Firenze, presidente Simonetta Liscio, ha dichiarato l'inammissibilità dell’istanza dell'Avvocatura dello Stato, che chiedeva la sospensione dell’esecutività della sentenza di primo grado.

“Questi lavoratori meritano di avere giustizia in tempi celeri, vista la condizione paradossale causata dal mancato riconoscimento di tutti i diritti in sede amministrativa – afferma Bonanni - per questo andrò fino in fondo per la tutela dei loro diritti e di tutte le altre vittime dell'amianto”.

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Anche il Ministero, con ogni probabilità, vorrà andare fino in fondo e ricorrere in Cassazione. Per questo, la battaglia di Claudio non è ancora finita.

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