rotate-mobile
Venerdì, 7 Ottobre 2022
Cronaca

Circoli Arci: "Pandemia superata, siamo argine alla solitudine e modello da difendere"

Intervista alla presidente di Arci Firenze Marzia Frediani: "Il nostro agire contrasta la povertà culturale ed economica e attiva benessere e salute"

I circoli Arci e le case del popolo hanno estremamente sofferto durante la pandemia. Molti sono arrivati sul lastrico, con il rischio di perdere un patrimonio storico di relazioni e tessuto sociale. I soci dell'area metropolitana fiorentina sono scesi da 40mila a 30mila circa. Ora come stanno i circoli Arci? Quali difficoltà vivono? Il peggio è passato? Ne abbiamo parlato con la presidente dell'Arci Firenze Marzia Frediani, in carica dal dicembre scorso.

Come stanno i circoli Arci oggi?

I circoli Arci del nostro territorio hanno dimostrato di saper resistere ai momenti più difficili della pandemia, ora danno prova di grande capacità di adattamento e tantissima voglia di tornare a fare socialità e cultura. Ne sono testimonianza i tanti eventi programmati per celebrare il 25 aprile e il 1° maggio.

Quanti sono nell'area fiorentina e metropolitana i circoli?

I circoli e le case del popolo "con le mura" sono circa 200 e circa 50 sono le associazioni che operano nel campo culturale e della formazione.

Quanto è stata dura la pandemia?

La pandemia ci ha colpito duramente: siamo stati i primi a chiudere e gli ultimi a poter riaprire. La dimensione economica di queste chiusure ha pesato tantissimo, ma anche, improvvisamente, il fare i conti con la consapevolezza che la nostra ragion d'essere primaria, lo stare insieme, era un elemento di pericolo per la salute. Nonostante questo, c'è stata una diffusa assunzione collettiva di responsabilità. I circoli hanno accettato ogni disposizione che ha limitato o chiuso le attività e spesso si sono messi a disposizione per far fronte alle nuove emergenze delle comunità di riferimento, dalla distribuzione di tamponi e mascherine, fino al sostegno dei più fragili con raccolte fondi e pacchi alimentari.

Quanti soci si contano oggi e quanti erano nel 2019, prima della pandemia?

Socie e soci sono oggi circa 30.000, nel 2019 eravamo 40.000 (il dato si riferisce all'area metropolitana fiorentina escluso l'Empolese e il Valdarno Superiore, ndr). E' il segnale di una ripresa che non ha ancora ritrovato una dimensione di piena "normalità".

Come si recuperano 10mila soci?

Siamo fiduciosi che il venir meno della pandemia e la ripresa piena delle attività riavvicini socie e soci che ancora non sono tornati. I segnali positivi ci sono, speriamo che il contesto esterno, che non dipende da noi, possa dare sostegno alla voglia di fare di circoli e soci.

Lei è in carica da pochi mesi, quali sono i suoi principali obiettivi per il mandato?

L'associazione può contare su un gruppo dirigente impegnato su più temi. Innanzitutto la tutela e il supporto alla ripresa di circoli e associazioni rispetto alla pandemia ma anche rispetto alle tante novità che stiamo vivendo in conseguenza dell'attuazione del Codice del Terzo Settore. Soprattutto, vorremmo dare forza alla spinta di tante e tanti giovani che si riconoscono oggi nei nostri valori e che hanno voglia di metterli in pratica animando i circoli: sentiamo la responsabilità di non disattendere i segnali di entusiasmo che riceviamo.

Hanno chiuso dei circoli durante la pandemia? Quanti oggi sono a rischio e quali sono le maggiori difficoltà?

Due circoli (nella Piana, ndr) sono in difficoltà, ma si tratta di situazioni particolari già compromesse prima della pandemia. Tutti gli altri fanno i conti con le difficoltà economiche accumulate, le attività riprese solo in parte e e costi aggravati dai rialzi delle utenze. Tanti fanno i conti anche con la paura di parti del corpo sociale e dei volontari  a tornare a dare una mano.

A Firenze in centro storico è rimasto solo il circolo di San Niccolò, resisterà?

San Niccolò resisterà sicuramente, dopo aver dato prova insieme ad altri della città e non solo, di voler essere punto di riferimento, durante la pandemia, per tanti cittadini in difficoltà. San Niccolò è infatti uno dei circoli che ha promosso il sostegno alimentare e  le consegne a domicilio per i cittadini più fragili.

Cosa rappresentano i circoli per i territori?

Sono presidio culturale e ricreativo, il luogo dove tutte e tutti possono trovare un’attività utile per loro ma anche un luogo dove partecipare attivamente, fare volontario mettendo a disposizione il proprio tempo e i propri saperi. Grazie ai molteplici livelli di partecipazione che possono offrire, i circoli si configurano come un tassello fondamentale del welfare di comunità.

Cosa chiedete oggi alla politica?

Il pieno riconoscimento del valore della nostra presenza nelle comunità e che sia compreso che il nostro agire è sia un motore di contrasto alla povertà culturale ed economica sia un attivatore di benessere e salute per le nostre socie e i nostri soci. Siamo un argine alle solitudini anche un capillare agente di diffusione di cultura e formazione. Crediamo che il nostro modello vada difeso e portato ad esempio per avere comunità coese, dove nessuno si senta escluso.

Quanto sono impegnati i circoli in attività a favore dei profughi ucraini?

Lo slancio a favore dei profughi ucraini è stato immediato: raccolte alimentari, di vestiario e altri beni di prima necessità ma anche tante raccolte fondi in denaro. L'impegno è continuato anche nell'accoglienza informale nei circoli e case del popolo, molte infatti le attività che hanno cercato di favorire l'inserimento soprattutto dei bambini e delle bambine, per contribuire a offrire un senso di normalità. Del resto storicamente l'impegno di Arci e dei circoli ha considerato importante fare sia a favore delle nostre comunità che dei popoli in fuga dalle guerre o che alle guerre e alle occupazioni oppongono resistenza.

Che valore ha il 25 aprile per lei e per l'Arci?

Nel nostro calendario civile il 25 aprile è la data più importante; è la celebrazione della liberazione del nostro Paese dal nazifascismo ma è al contempo la celebrazione della nascita della democrazia fondata sulla nostra carta costituzionale. E' anche festa, una festa fatta di un bel modo di stare bene tra persone, gruppi sociali e comunità nazionali e internazionali. Quest'anno più che mai.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Circoli Arci: "Pandemia superata, siamo argine alla solitudine e modello da difendere"

FirenzeToday è in caricamento