Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Cinghiali, cosa cambia per gli abbattimenti

Dopo la protesta di Coldiretti provvedimenti della Regione: anche un fondo per l'acquisto di celle frigorifere e allestimento di centri di raccolta della selvaggina "senza di cui abbattere i cinghiali risulta complicato se non impossibile"

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Dopo la protesta di Coldiretti, pochi giorni fa in piazza Duomo a Firenze, arriva con una delibera di giunta di ieri la risposta della Regione. Gli allevatori sempre più frequentemente denunciano i danni derivati dal grande numero di ungulati presenti in Toscana (si parla, solo per i cinghiali, di 200mila animali, a cui aggiungere oltre 150mila caprioli secondo le ultime stime) e chiedono un maggiore 'contenimento' degli animali stessi, con facilitazioni anche per gli abbattimenti.

In una nota la Regione sottolineare che "la Toscana un piano straordinario di prelievo già ce l’aveva, adottato nel 2022 per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina, aggiornato a dicembre del 2023. I cinghiali sono infatti un vettore della malattia", ma "con la delibera approvata introduciamo alcune novità. La prima e più importante riguarda un primo stanziamento di 20mila euro destinato all’acquisto di celle frigorifere e allestimento di centri di raccolta della selvaggina, senza di cui abbattere i cinghiali risulta complicato se non impossibile", annunciano il presidente Eugenio Giani e la vice, con delega all’agricoltura, Stefania Saccardi.

“Si tratta di un contributo destinato agli ambiti territoriali di caccia e di questi primi ventimila euro quindicimila saranno indirizzati agli Atc che hanno uno o più comuni in zone di restrizione 2 e 1, collegate al rischio di peste suina, e cinquemila agli Atc confinanti”, proseguono. Allo stato attuale saranno pertanto indirizzati alle province di Massa Carrara e Lucca.

Dipendenti cacciatori

Una seconda novità riguarda la possibilità, per le imprese agricole, di  poter usare propri dipendenti cacciatori per l’abbattimento dei cinghiali nei terreni di proprietà: su delega ed autorizzazione della polizia provinciale e in area interessate dalla peste suina e non vocate, come le aree agricole. Fino ad oggi la possibilità riguardava solo i proprietari e conduttori dei terreni. 

Nella delibera si ribadisce che proprietari e dipendenti possono sempre intervenire come partecipanti agli interventi di controllo e contenimento in ambito urbano. C’è anche un richiamo, nel testo licenziato dalla giunta, alle polizie provinciali, che devono rispondere alle richieste di intervento entro ventiquattro ore. "Con questa delibera – concludono Giani e Saccardi – pensiamo di aver dato una risposta concreta alle preoccupazioni degli agricoltori".

La protesta in piazza Duomo / VIDEO

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