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Cronaca

Il Poggetto perde un altro pezzo: chiusa anche la pizzeria della Flog

L'auditorium intanto resta chiuso, ma il presidente Fabio Ninci assicura: “Siamo al lavoro per ripartire”

Da domenica 15 gennaio il ristorante-pizzeria della Flog è chiuso. “Non riuscivo più a stare dietro a spese e costi. Con grande dispiacere, ho dovuto fare questa scelta”, spiega il titolare Alessandro Bitossi, all'interno del locale, impegnato a mettere ordine in quella che per quattro anni è stata casa sua.

'Buon anno', 'Buon 2023 dal Poggetto', si legge ancora alle pareti. “C'è stata una grande festa per l'ultimo dell'anno e fino agli ultimi giorni i clienti e gli abitanti del quartiere ci hanno dimostrato affetto e vicinanza”, prosegue Bitossi.

Dopo la pandemia, le bollette

L'attuale titolare ha preso in gestione il locale, che esiste da oltre trent'anni, nel 2018. “All'inizio le cose andavano molto bene. Poi è arrivata la pandemia. Abbiamo resistito stringendo i denti e con l'asporto. Quando il peggio sembrava alle spalle, è esploso il caro bollette ed è arrivato l'aumento dell'affitto”, prosegue il titolare.

Così, racconta l'uomo, se fino ad aprile 2022 la somma delle utenze ammontava a circa 2mila euro al mese, nei mesi successivi tale cifra è arrivata a sfiorare gli 8mila euro. “Non potevo più andare avanti. E' quello che ho spiegato ai miei dipendenti”. In tutto, tra cucina e sala, otto persone, considerando sia gli stabili che quelli a chiamata.

Dissapori con la proprietà

Sulla questione bollette e affitto (passato ad agosto, in base all'adeguamento Istat, da 3.900 euro più Iva a 4.300 più Iva, per un totale di oltre 5mila euro netti) in realtà ci sono stati non pochi dissapori con la proprietà, cioè la Fondazione Lavoratori Officine Galileo: la Flog stessa, per intenderci, che da decenni affida la gestione del locale di ristorazione.

“Le bollette arrivavano a noi, che dovevamo anticiparle. La pizzeria è arrivata a doverci una grossa cifra, in parte recuperata ma solo grazie ad una fideiussione”, spiega per parte sua Fabio Ninci, presidente della Flog e nei giorni scorsi ascoltato anche dalla commissione Cultura e sport di Palazzo Vecchio, per fare il punto in particolare sull'auditorium, chiuso ormai da oltre 400 giorni.

Una chiusura che, come spiega d'altro canto il titolare della pizzeria, ha inciso parecchio sull'affluenza al ristorante. E se sulla questione bollette e affitti (ci sarebbe una morosità alcune mensilità) sono stati messi di mezzo gli avvocati e c'è stata una dura contrapposizione per arrivare ad una conciliazione tra proprietà, cioè la Flog, e il gestore Bitossi, altra questione è appunto quella dell'auditorium, dal '72 parte della storia musicale fiorentina. Ha chiuso durante la pandemia e non ha più riaperto.

Necessari adeguamenti antisismici

“Non abbiamo potuto riaprire, perché devono essere fatti gli adeguamenti antisismici che ci richiede il Comune”, spiega ancora Ninci. Si parla di 300mila euro. “Ma quello è un preventivo del 2019, adesso serve una cifra ben maggiore”, sospira il presidente della Flog, che però tiene a ribadire il massimo impegno finalizzato alla riapertura.

“Lavoriamo per arrivare a quell'obiettivo. Ovvio che oggi annunciare una data non è possibile. Ma la Flog non è solo l'Auditorium e la pizzeria, questo deve esser chiaro. Il circolo del tennis (oltre cento soci e quasi 150 bambini ai corsi, ndr) resta aperto. E così sarà in estate per la piscina e il cinema all'aperto”, assicura Ninci.

“Chiediamo al Comune di coinvolgere anche la Regione Toscana per capire come aiutare l'auditorium a riaprire. Sappiamo che si tratta di una realtà privata, ma è un'esperienza che appartiene alla città e alla sua storia”, chiedono i consiglieri di Sinistra progetto comune Dmitrij Palagi ed Antonella Bundu. “Da parte del Comune ribadiamo la totale disponibilità nel cercare di trovare un percorso che porti alla rinascita”, assicura, in quota Pd, il presidente della commissione cultura e sport Fabio Giorgetti.

Raccolta fondi?

Per la pizzeria, la speranza è che si affacci un nuovo gestore a breve. “Ma con nuovi contatori intestati direttamente a chi subentra nella gestione del locale e non più a noi”, sottolinea Ninci.

L'auditorium resta invece al momento desolatamente chiuso. Più di qualcuno si domanda perché non siano partite, come spesso accade, raccolte fondi, crowdfunding, petizioni. O magari anche un maggior impegno in prima persona da parte di artisti fiorentini. “Alla fine quei soldi si potrebbero trovare”, chiosa il presidente, ormai di lunghissimo corso. Già, una raccolta fondi. Chi la lancia?

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