Sanità, il chirurgo fa dietrofront e chiede scusa alla Regione

Dopo lo sfogo su Facebook Pezzati corregge il tiro ma ribadisce: "Stateci più vicini"

Ci ha ripensato ed ha fatto dietrofront, scusandosi con la Regione e l'Azienda sanitaria. Dopo la bufera scatenata dal suo post pubblicato su Facebook l'ultimo giorno dell'anno il chirurgo dei trapianti di fegato Daniele Pezzati (fiorentino ma "orgogliosamente figlio adottivo di Pisa", spiega) ha scritto una lunga lettera per correggere il tiro. O meglio per non provare a rimediare, confermando però il suo malessere.

Il chirurgo ha scritto al Direttore generale della Azienda ospedaliera di Pisa Rinaldo Tomassini, chiedendo di farsi portatore delle sue scuse alla Regione. "Non sono un fan dei social network che utilizzo solamente per comunicare con una ristretta cerchia di amici lontani. Ho purtroppo sottovalutato, anzi, non ho neppure pensato che così tante persone fossero interessate a ciò che avevo scritto", un passaggio della lettera.

Nel merito definisce fare trapianti "il lavoro più bello del mondo perché è un modo di tramutare la morte di qualcuno nella vita di un altro" che qualifica ironicamente come "un'insana passione". "Sono anche un fiero toscano e, come tale, attaccato alle sue radici che mi hanno richiamato dagli Stati Uniti per servire una Regione con una storia senza eguali", sottolinea.
 
Però ammette che "la notizia più volte riportata sui giornali di un possibile nuovo centro trapianti di fegato a Firenze ed un depotenziamento di quello di Pisa mi ha colpito e ferito". "E' così - ribadisce - che ci si sente quando cercano di levarti ciò per cui vivi ed hai speso la tua vita". "Vero è che, come ho appreso, la notizia è stata più volte smentita dalla Regione Toscana anche se continuava ad aleggiare e rimbalzare quotidianamente tra le mura degli ospedali", aggiunge.

"Mi dispiace che la Regione, alla quale va riconosciuto il merito di aver contribuito alla creazione del nostro Centro, si sia sentita chiamata in causa dalle mie dichiarazioni e per questo mi scuso. Con ciò che ho scritto volevo piuttosto dare risalto al fatto che troppo spesso la gente comune come me sente una distanza incolmabile con la classe dirigente; forse una maggiore vicinanza permetterebbe benefici ed eviterebbe molte incomprensioni" e a tal proposito "mi farebbe piacere che qualcuno un giorno venisse con noi in una sala operatoria a vedere cosa facciamo, a capire le nostre debolezze, forze ed esigenze. Vorrei che il supporto fosse un po' oltre una dichiarazione su un giornale perché, per me, una stretta di mano di persona vale più di cento articoli", conclude.

Dal canto suo il Direttore dell’Unità operativa di Chirurgia epatica della struttura pisana Paolo De Simone, nel sottolineare le qualità di Pezzati, nel rafforzare le scuse, ha ringraziato per il "sostegno che l’Aoup e la Regione ci hanno sempre garantito" e chiesto che "possa continuare la sinergia con la Direzione aziendale e le istituzioni regionali". "Intendo inoltre rassicurarla del fatto - ha concluso - che la polemica politica non appartiene a me, all’Unità operativa da me diretta, ad alcuno dei miei collaboratori né all’Ateneo pisano di cui mi onoro di far parte".

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