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In questa area sorgerà il nuovo luogo di culto, i residenti vogliono mantenere il giardino pubblico

In questa area sorgerà il nuovo luogo di culto, i residenti vogliono mantenere il giardino pubblico

San Lorenzo a Greve, battaglia dei residenti contro la 'chiesa della discordia': “Non cementificate il nostro verde”

Il consiglio comunale ha dato il via libera, il comitato: “Raccolte mille firme, non ci fermeremo”

“La voce di chi vive il quartiere per Comune e arcidiocesi non conta nulla”. Non usa giri di parole Gianfranco Angeli, portavoce del comitato 'Area verde San Lorenzo a Greve', che si batte per evitare la costruzione di una nuova chiesa sul 'Campone', l'area verde limitrofa al grande centro commerciale di Ponte a Greve.

Siamo nell'area ovest della città, nei pressi del confine comunale con Scandicci, tra viale Nenni, il centro commerciale inaugurato a inizio anni Duemila, via  Fei e viuzzo delle Case Nuove.

Lunedì scorso il consiglio comunale, con 21 voti favorevoli (Pd e Lista Nardella) e 8 contrari (M5S, Sinistra Progetto Comune, Fratelli d'Italia, Lega), ha approvato la permuta di parte del giardino, che passerà dal Comune di Firenze all'arcidiocesi e sarà utilizzata per la costruzione di un nuovo luogo di culto. Decisione che i residenti contrastano da tempo.

“E' l'ultima area verde di una certa consistenza. Su 15mila metri quadri, alla diocesi ne vanno 5mila. Una cementificazione che non vogliamo”, dice Angeli. Ogni giorno nel giardino prosegue la raccolta firme tra gli abitanti per opporsi.

“Siamo ad oltre mille. Abbiamo scritto al cardinale Betori, contattato il presidente del quartiere, i consiglieri comunali. Nessuna apertura nei nostri confronti”, prosegue Angeli.

Soddisfatto dell'approvazione della permuta invece l'assessore ai rapporti con le confessioni religiose Alessandro Martini. “Prendere una decisione comporta sempre problemi, ma ne sono orgoglioso. Dopo trenta anni di discussione, raggiungiamo finalmente un punto di equilibrio”, le parole dell'ex direttore della Caritas, che sottolinea come la questione delle nuove aree verdi sarà affrontata dall'assessorato all'urbanistica.

L'arcidiocesi risponde alle critiche sottolineando che a fronte dei 5mila metri quadri circa destinati ad accogliere il nuovo 'complesso parrocchiale', all'amministrazione comunale fiorentina andranno terreni per complessivi 9mila569 metri quadri. Praticamente il doppio: 3mila559 a poca distanza dal 'Campone', dietro al centro commerciale, i restanti 6mila tra via Lunga e le Torri, sempre all'Isolotto. “Un'area che il Comune ha in uso dal 1996 e alla quale non è mai stato interessato”, ribattono però dal comitato. Non solo.

“Noi non siamo contro una nuova chiesa, ma non vogliamo che spezzettino l'ultima area verde della zona, molto vissuta e migliorabile con piccoli investimenti. Il nuovo complesso parrocchiale potrebbe essere realizzato nei terreni già di proprietà della parrocchia. Perché - propone Angeli -, non prendono in considerazione questa ipotesi? La comunità parrocchiale preferisce una posizione centrale e privilegiata del giardino, lasciando ai cittadini del verde, tutto da realizzare, in posizione nascosta e decentrata? Sicuramente poi avranno bisogno di un nuovo parcheggio”.

Un caso che divide anche la politica. A favore Pd e Lista Nardella. Il resto del consiglio, da destra a sinistra, è contrario.

“Il cardinale Betori persegue un’operazione fortemente contrastata dagli abitanti, che restano sgomenti. Non si tiene conto delle spese necessarie alla sistemazione delle aree verdi attualmente incolte e abbandonate che verranno cedute dalla curia al Comune, senza considerare l’importanza del verde ceduto dall'amministrazione, allestito in passato con fondi pubblici. Un’operazione sbilanciata che va a favorire un privato a svantaggio del pubblico”, commentano i consiglieri comunali 5 Stelle De Blasi e Masi e di quartiere Bellucci e Spensierato.

“La zona ha già subìto negli ultimi decenni una pesante urbanizzazione e una riduzione di superficie di verde pubblico. Edificare ancora nel terreno adiacente al centro commerciale è un pesante aggravio. Il nostro non è un no alla chiesa, ma un no a decimare ulteriormente quello spazio verde”, dichiarano i consiglieri di Fratelli d'Italia comunale Draghi e di quartiere Masi.

Voto contrario anche da parte di Sinistra progetto comune. “Un'operazione sbagliata, una negazione di promesse fatte che ignora chi vive sul territorio. Bocciato anche il nostro emendamento per chiedere di verificare almeno che i terreni ceduti dalla Curia siano privi di sostanze contaminanti. Per chi governa la città conta solo la comunità parrocchiale?”, chiedono i consiglieri comunali di Spc Bundu e Palagi e di quartiere Zolesi e Fialdini.

“Andiamo avanti nella nostra battaglia. Il nuovo piano operativo (l'ex 'regolamento urbanistico', ndr) sarà approvato in estate e il Comune può ancora fermarsi. Devono ascoltarci”, conclude il portavoce del comitato. Richiesta che, al momento, Palazzo Vecchio pare non prendere in considerazione.

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