menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il centro equestre: l'eccellenza per disabili che lotta per non morire

L'ippoterapia è vitale per i ragazzi svantaggiati: dopo lo sfratto e la proroga è ripresa l'attività. Il dialogo con l'amministrazione per salvarla

Quando un'attività sociale dà sollievo a persone svantaggiate non ci dovrebbe essere neanche da discutere. Eppure - vuoi a causa della burocrazia, di un'attenzione mai abbastanza adeguata per le persone non autosufficienti e un po' per incuria e cialtroneria - la storia del Centro equestre fiorentino mostra che non sempre è così.

Nella struttura di via delle Isole nella zona dell'Argingrosso, all'Isolotto, da oltre 20 anni si aiutano i disabili grazie all'ippoterapia: ragazzi paraplegici, autistici, persone con difficoltà motorie o lessicali trovano sollievo grazie ai cavalli. Una pratica caldeggiata dagli stessi medici e che rappresenta un vero e proprio toccasana per queste persone. 

Solo che mantenere la baracca, fra animali, maneggio e le tantissime spese, è un'impresa. Per di più ci si è messo anche il Comune, proprietario dell'area, che alla fine del 2018 ha intimato uno sfratto per dicembre. Motivo: vincoli urbanistici e irregolarità dei manufatti non più "sanabili" come accaduto in passato.

Grazie anche all'interessamento dell'ormai ex consigliere comunale Tommaso Grassi il centro è riuscito a ottenere una proroga: dalla fine del 2018 alla fine del 2019. Ma nel frattempo un altro scoglio burocratico: la mancanza di copertura assicurativa ha fatto rimanere ferme le attività, che sono riprese un mese fa.

Così i genitori dei ragazzi, che da una quarantina sono passati a 20 (ma che sperano gradualmente di essere reinseriti), hanno formato insieme a istruttori qualificati una nuova associazione che si chiama "Il centro equestre Asd". Sono loro ad accollarsi le spese, fra le quali anche i 380 euro al mese di affitto da pagare al Comune: un canone scontato di oltre il 70% per i reinserimenti socioterapeutici che si fanno al centro. 

"Tiriamo fuori soldi di tasca nostra - spiega Loredana Itelli, presidente dell'associazione - dalla riapertura del centro si parla di 7000 euro fra la rimessa in funzione della struttura, manutenzioni varie, box, maneggio e le spese correnti".

 "Ci sono ragazzi che hanno subito gravi conseguenze dalla sospensione delle attività, alcuni hanno perso persino il sonno, chiedono continuamente di tornare a cavallo", racconta Loredana.

Uno spiraglio è arrivato ieri dall'incontro dei genitori con l'amministrazione comunale. "Abbiamo incontrato l'assessore Del Re - ha raccontato la presidente Itelli - è stata molto cordiale e si è impegnata a trovare una soluzione. A dicembre dovremo smontare tutto e questo lo sappiamo. L'amministrazione ci ha riferito che bandirà una gara per l'affidamento dell'area e nel caso riuscissimo a proseguire lì le nostre attività sarà necessario ricostruire tutto a norma".

Il rischio da scongiurare, per i ragazzi, è che questo cambiamento possa costringerli ad interrompere nuovamente le terapie. Una evenienza che, per loro, sarebbe l'ennesimo grave danno che arriva dopo la beffa.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FirenzeToday è in caricamento