Caso Tpl, la Regione chiede i danni a Mobit: 34 milioni di euro

Per abuso di posizione dominante. "I cittadini toscani stanno sostenendo i costi per il mancato affidamento del servizio di trasporto pubblico su gomma"

Dopo aver denunciato penalmente Mobit, la Regione Toscana ha deciso di citare in giudizio lo stesso consorzio, davanti al tribunale civile di Firenze, per risarcimento danni derivanti da abuso di posizione dominante.

"Un’azione civile di risarcimento per i costi che la Regione Toscana - e di conseguenza i cittadini toscani - stanno sostenendo per il mancato affidamento del servizio di trasporto pubblico su gomma: danni che, a partire dal primo gennaio 2020, scaduto il contratto ponte con gli attuali gestori, sono quantificati in almeno due milioni al mese" sostiene la Regione in una nota.

Il ritardo nell’avvio del nuovo servizio, hanno calcolato gli uffici regionali, è quindi già quantificabile in 34 milioni di euro.

“Il loro atteggiamento ostruzionistico a trasferire i beni e il ricorso strumentale alla giustizia amministrativa ha prodotto un costo superiore di almeno 10 milioni all’anno per il 2018 e il 2019, ovvero per il periodo del contratto ponte, rispetto ai costi aggiornati del servizio affidato al nuovo gestore" prosegue la nota.

"Ogni mese che passa - aggiungono dalla Regione - la differenza fra i costi che avremmo dovuto sostenere e quelli che stiamo succedendo ammonta a due milioni. Quindi dal primo gennaio di quest’anno a luglio dobbiamo aggiungere altri 14 milioni. Tutto questo senza che i cittadini possano beneficiare del piano di investimenti previsto dalla nuova gara e senza che siano state attivate le gare relative ai cosiddetti lotti deboli”.

La valutazione del danno tiene conto dalla data di seconda aggiudicazione, dopo la valutazione dei Piani economico-finanziari dei due concorrenti. Nel mese di febbraio 2020, tra l’altro, era previsto il passaggio dal notaio per il trasferimento dei beni.

A maggio, poi, gli attuali gestori sono stati ritualmente convocati dalla Regione per il trasferimento e nessuna delle società ha partecipato.

La mancata consegna dei beni rappresenta la prosecuzione di una condotta che è già stata rilevata dall’Autorità garante della concorrenza e del Mercato, che proprio nei giorni scorsi ha avviato un procedimento nei confronti degli attuali gestori del servizio per sollecitare il rispetto degli obblighi di legge nel garantire un celere e trasparente passaggio di consegne.

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Secondo il garante della concorrenza, le società consorziate in One Scarl (Mobit) avrebbero infatti assunto "comportamenti consistenti nell’aver posto in essere una precisa strategia omissiva, dilatoria e ostruzionistica volta ad ostacolare il subentro di Autolinee Toscane nella gestione del servizio, al fine di far slittare il subentro del nuovo gestore nell’offerta del servizio di Tpl oltre il 1° gennaio 2020 - termine attualmente già prorogato al 1° luglio 2020 -, costringendo verosimilmente la Regione Toscana a un’ulteriore proroga dell’affidamento dei servizi di Tpl nella Regione”.

“Sarà premura della Regione Toscana - sottolinea il presidente Rossi, indagato per turbativa d'asta nell'inchiesta sulla gara da 4 miliardi 'persa' da Mobit - segnalare ancora all’Antitrust cosa sta succedendo e sollecitarlo per le opportune e necessarie sanzioni”.

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