I veleni del caso Palamara: chiesta l'archiviazione sulle presunte omissioni nell'inchiesta sui concorsi a Careggi

La richiesta della procura di Genova. Secondo la procura di Perugia, l'esposto sulle presunte omissioni dei magistrati fiorentini nell'inchiesta sui concorsi sarebbe stata sfruttata per ostacolare la corsa a procuratore di Roma di Creazzo, che aveva mandato a processo Renzi sr

Chiesta l'archiviazione per l'inchiesta sulle presunti omissioni della procura fiorentina nelle indagini sui concorsi all'ospedale di Careggi che vedeva indagate almeno due persone tra cui anche un magistrato fiorentino.

Per i pm genovesi titolari dell'inchiesta - il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati e il sostituto Sabrina Monteverde - non ci sarebbero stati illeciti: gli atti sono stati però trasmessi al Consiglio superiore della magistratura, per le valutazioni su eventuali profili disciplinari.

Concussione, abuso d'ufficio, omessa denuncia e omissione di atti d'ufficio i reati che venicano ipotizzati a seguito di un esposto risalente all'anno scorso.

Per verificare le accuse - presunti “favoritismi” degli inquirenti nei confronti del professor Giuseppe Spinelli, secondo l'esposto legato da un rapporto di amicizia al procuratore Giuseppe Creazzo - la guardia di finanza aveva acquisito atti e documenti sia al palazzo di giustizia che nella sede dell'ospedale.

L'indagine fiorentina era stata archiviata una prima volta nel 2015 per poi essere riaperta nel 2016 dopo una nuova segnalazione: anche l’indagine bis era stata archiviata dal gip e per questo motivo era partito l’esposto alla procura di Genova, competente a indagare sui magistrati toscani.

Il caso era poi finito al centro dello scandalo nomine nella magistratura, per l’uso strumentale che l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara avrebbe fatto dell’esposto – in realtà presentato in modo completamente autonomo e indipendente, come riconosciuto dagli stessi inquirenti genovesi-, con l’obiettivo cioè di ostacolare la candidatura a capo della Procura di Roma di Creazzo.

Secondo la ricostruzione della procura di Perugia, che indaga sullo scandalo, Palamara sarebbe stato infatti l’epicentro di un gruppo di potere che manipolava le normali procedure per le nomine per gli incarichi direttivi.

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Creazzo, in questa ricostruzione, sarebbe stato bersaglio di una “strategia di danneggiamento (...) correlata ad esigenze dell’ex ministro Luca Lotti” per via dell’inchiesta che aveva portato all’arresto dei genitori dell’ex premier Matteo Renzi.

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