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Domenica, 16 Giugno 2024
Nuovi sviluppi

Caso Kata, il procuratore: “Piano preparato nei dettagli. Seguiamo 4 piste”

Filippo Spiezia ha fatto il punto della situazione a un anno dalla scomparsa della bambina

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“Dietro al rapimento di Kata c'era un piano preparato nei dettagli”. Stando alle novità spiegate in conferenza stampa dal procuratore Filippo Spiezia, il rapimento della piccola Kata - ormai avvenuto un anno fa, il 10 giugno 2023 - non sarebbe frutto di una iniziativa estemporanea ma un qualcosa di ben preparato e pensato. 

Indagini complesse

“Possiamo dirvi che le indagini continuano e non si sono mai interrotte – precisa il procuratore -  Abbiamo non solo continuato a coltivare possibili nuove piste investigative ma anche proceduto a una rilettura degli ampi materiali investigativi raccolti nella prima parte delle indagini. È una indagine altamente complessa”.

Uno dei motivi della complessità delle indagini è che sarebbero “aggravate dal fatto che la notizia della scomparsa della minore sia arrivata alle autorità di polizia con un ritardo rispetto al momento in cui ricostruiamo la scomparsa” facendo supporre agli inquirenti che “la scomparsa sia l'attuazione di un piano ben organizzato nei dettagli, non una attività estemporanea”.

Quattro piste

“Stiamo seguendo più piste – ha sottolineato Spiezia - con ipotesi che riguardano sia quella del traffico di droga che il racket delle stanze presso l'hotel Astor, episodio che sta a monte.  Poi c'è la pista dello scambio di persona e quella di possibili abusi a sfondo sessuale. Queste le maggiori ipotesi investigative. Abbiamo chiesto l'ingresso dei reparti speciali”.

Perché un piano organizzato nei dettagli

Secondo le indagini, il piano non sarebbe dettato dalla casualità per un motivo. “Le telecamere che riprendevano la zona avevano un buco (su via Monteverdi, ndr) – osserva Spiezia – e abbiamo ragione di ritenere che quello spazio sia stato utilizzato dai rapitori della bambina. Questo il motivo che ci fa pensare che sia stato un qualcosa di predisposto”.

Le piste seguite sono nell'ambito “della comunità di soggetti extracomunitari e dell'area rumena – commenta Spiezia – che si sono caratterizzati per atteggiamenti non collaborativi e che ci hanno fatto muovere in un ambito omertoso, rendendo le nostre analisi complesse. Abbiamo prospettive di sviluppo a breve: entro fine luglio ci vedremo con gli investigatori per fare un nuovo punto della situazione”.

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