Casa, 7mila alloggi vuoti: “Usiamoli per co-housing tra persone fragili”

L'appello dell'associazione Auser ai proprietari di case sfitte: “Offriamo noi tutte le garanzie, non lasciamo svalutare gli immobili e aiutiamo le persone in difficoltà”

Foto d'archivio

Sono circa 7mila gli alloggi vuoti, sfitti, nel Comune di Firenze, a fronte di una notevole emergenza abitativa. E' l'ultima stima, diffusa oggi tramite un comunicato stampa, di Auser Abitare Solidale, l'associazione fiorentina che da oltre 10 anni, promuove modelli di abitare condiviso e collaborativo in risposta alla fragilità abitative.

Secondo l’associazione sarebbero appunto circa 7mila gli alloggi che risultano sfitti (o potenzialmente affittati al nero) nel solo capoluogo toscano. Per avere un'idea di quanto sia alto questo numero, basti pensare che le famiglie in lista di attesa per una casa popolare sono poco più di 2mila, meno di un terzo delle case non utilizzate.

“A questo fenomeno preoccupante – spiega Auser in una nota -, si aggiunge la diminuzione dello stock abitativo a disposizione per locazioni tradizionali a causa della migrazione verso l’affitto breve turistico, tipico dell’Airbnb, e una certa 'refrattarietà' ad affittare a nuclei stranieri le proprie case per paura di una eventuale non solvibilità dell’affitto, anche se spesso ingiustificata”.

Da qui nasce il “servizio di valorizzazione immobiliare in chiave fortemente sociale 'LabHOuse - Laboratorio Casa' di Auser Abitare Solidale”.

Nell’ambito di questo progetto, l’associazione lancia una proposta ai proprietari immobiliari le cui case sono sfitte e attualmente inutilizzate. L'idea è quella del co-housing. “Date a noi le vostre case in gestione – chiede Auser -. Noi gli daremo nuovo valore sociale attraverso due possibilità: o mediante la sottoscrizione di un comodato d'uso che garantirà la copertura di tutte le utenze, le spese di condominio, eventuali tasse sulla casa, piccole manutenzioni a carico dei nuovi ospiti; oppure tramite un contratto di locazione con un affitto sociale, certamente più basso di quello di mercato, ma sicuro e con una forte riduzione della tassazione sulla locazione. E anziché restare vuota, la vostra casa diventerà oggetto di una coabitazione tra persone che stanno attraversando un periodo di difficoltà, e che così potranno avere una casa”.

E infine l’appello sul numero di case che servono: “Abbiamo bisogno di almeno dieci case entro gennaio per rispondere alle richieste dei nostri utenti in difficoltà”. 

A tutela di entrambe le parti l'associazione fa sapere che verrà garantito un fondo di garanzia per evitare eventuali morosità e compensare soldi eventualmente perduti dal proprietario.

“Dal 2008 ad oggi – ha detto il fondatore e coordinatore Auser Abitare Solidale, Gabriele Danesi - si è assistito a un progressivo allargamento della fascia di popolazione a rischio povertà. Crediamo che il modello di abitare condiviso da noi sperimentato possa, con le debite accortezze e garanzie, offrire risposte a queste nuove forme di povertà”. (i proprietari di casa che volessero rispondere all'appello possono contattare per informazioni il numero 3204317644 o scrivere alla mail abitaresolidaleauser@gmail.com).

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