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Cronaca Novoli / Via della Torre degli Agli

Torre degli Agli storia infinita, slitta ancora la consegna dei nuovi alloggi popolari

Cantieri iniziati ormai quasi dieci anni fa, poi rinvii su rinvii. Albanese: "Casa Spa ha fatto sapere di difficoltà a reperire materiali"

Ancora un rinvio, l'ennesimo. Le nuove case popolari di via Torre degli Agli, a Novoli, a due passi dal Palazzo di Giustizia, non arriveranno nemmeno quest'anno.

L'ultima data annunciata era quella del 24 dicembre prossimo, una sorta di "regalo di Natale" per le 90 famiglie che aspettano l'assegnazione. Invece se ne riparla nel 2022.

"C'è il rischio di uno slittamento ai primi mesi dell'anno", ammette oggi in consiglio comunale l'assessora alla casa Benedetta Albanese, rispondendo ad un question time del capogruppo della Lega Federico Bussolin.

In realtà, anche se l'assessora cerca di non dirlo esplicitamente, lo slittamento lo danno tutti per certo. Il termine temporale è vago, "pochi mesi", ed è l'ultimo capitolo di una storia infinita, iniziata ormai quasi dieci anni fa.

Era il 2012 ed era sindaco Matteo Renzi quando, con 20 milioni di euro stanziati dalla Regione, si annunciò il cantiere e la costruzione delle 'casette' provvisorie di viale Guidoni, le cosiddette "baite".

Qui sono state trasferite alcune delle sessanta famiglie spostate dai vecchi alloggi di Torre degli Agli, da buttare giù per fare posto a novanta nuovi alloggi, da costruire con i più moderni standard qualitativi ed energetici.

Nove anni dopo, le casette provvisorie sono ancora lì, con molte famiglie che hanno denunciato forti criticità e disagi strutturali, per sistemazioni che in teoria avrebbero dovuto essere abitate per pochi anni, poi smontate e riutilizzate altrove.

"Gli inquilini invece sono lasciati a vivere in situazioni indecenti", attacca Bussolin. "Monitoriamo attentamente la situazione e abbiamo già effettuato numerosi interventi per garantire la massima qualità dell'abitare nelle casette", replica Albanese.

Ma la notizia di giornata è appunto l'ennesimo slittamento dei tempi.

"Ci sono criticità che derivano dalla situazione nazionale. Tra ripartenza post pandemia dell'edilizia e bonus 110% è difficile trovare i materiali, soprattutto gli infissi. Così riferisce la stazione appaltante, Casa Spa (la società che gestisce gli alloggi Erp, ndr)", spiega Albanese, assessora alla casa da un anno. E' toccato a lei spiegare le ragioni contigenti dell'ultimo mancato obiettivo.

"Noi teniamo alta l'attenzione, vogliamo che i lavori finiscano nel più breve tempo possibile per poter arrivare ai collaudi e alle assegnazioni. Quello che ci ha riferito Casa Spa non ci rende ovviamente contenti ma la situazione deriva da problemi di carattere nazionale. Non possiamo che prenderne atto e rinnovare la determinazione a chiudere il prima possibile", assicura l'assessora.

Mancherebbero del resto solo "rifiniture e infissi. Il 90% dei lavori è già completato", sottolinea Albanese. Ma è quel 10% finale che preoccupa. Se ne riparla dunque nel 2022. Probabilmente a primavera. Ma dopo dieci anni di rinvii, chissà se questo sarà l'ultimo.

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