Cronaca

"Non soldi ma tessere": la Casa del popolo va in piazza per ritrovare gli iscritti

A Vingone flash mob per la riapertura: "La politica ci ha abbandonato, ma la gente ci cerca"

Da fine ottobre sono costretti alla serrata per le restrizioni Covid decise dal governo. Un fatto che ha messo in ginocchio centinaia di circoli, la cui attività rischia di estinguersi proprio a causa della "desertificazione" delle loro strutture.

Nei tre mesi trascorsi senza un tavolo con la briscola, una riunione politica, un calcino o un corso di origami, molte di queste associazioni, che sopravvivono prevalentemente con l'organizzazione delle loro attività, hanno chiesto contributi economici ai cittadini.

Ora c'è un circolo che decide un'altra strada, non necessariamente incompatibile con quella economica ma certamente più coraggiosa e significativa: è la Casa del popolo di Vingone (Scandicci), che per sabato 30 gennaio, alle ore 15, davanti ai locali di via Roma 166 (Scandicci), organizza un flash mob per richiamare l’attenzione sui circoli, chiusi ormai da mesi a causa dell’emergenza Covid.

"Come Casa del popolo di Vingone non chiederemo donazioni, che pure sono sempre benvenute, ma chiediamo invece ai nostri soci ed ai frequentatori della casa del popolo di Vingone di prendere anche in quest'anno difficile la tessera del circolo", si legge in una nota. Un'iniziativa che pone l'accento sulla mancanza più grande che si sente in queste settimane, quella della socialità.

"Lo chiediamo a circolo chiuso, e lo chiediamo perché anche se non possiamo abbracciarci e vederci ogni giorno nella nostra sede, sappiamo che il futuro lo progetteremo ancora una volta assieme", si ribadisce.

"La gente ha voglia di socialità: - dice la presidente Claudia Sbolci - la gente ci cerca e ha voglia di tornare". " Perché le case del popolo solo luoghi di ritrovo a prescindere dalla politica: "La politica che negli ultimi anni ci ha abbandonato", sottolinea.

E così gli iscritti si ritroveranno per fare la tessera e "ricordare che per ogni circolo chiuso la nostra comunità è più povera di relazioni sociali; che per ogni associazione che non può operare perdiamo la possibilità di stare assieme, e di condividere assieme al nostro tempo libero anche i nostri sogni e le nostre speranze".

Per l'occasione hanno assicurato la loro presenza Daniela Morozzi, Chiara Riondino, Matteo Marsan, il gruppo Donne di Scandicci, “l’officina dei sogni” con i suoi piccoli artisti. Sarà possibile comunque accedere ai locali, nel rispetto delle normative covid, per il tesseramento soci o, se elettori a Scandicci, "per firmare per la proposta di legge popolare contro la propaganda fascista e nazista".

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