Casa del popolo 'in rosso', i dipendenti: "Non vediamo lo stipendio da mesi"

La presidente del circolo di San Bartolo a Cintoia: "Pinchiorri ha venduto le bottiglie, noi che vendiamo? Gli arredi anni 80?"

Ristorante CdP San Bartolo a Cintoia

La casa del popolo di San Bartolo a Cintoia, all'Isolotto, ha i conti in rosso e non riesce a pagare i dipendenti. Che denunciano: "Non vediamo lo stipendio da mesi".

"Pinchiorri ha venduto la bottiglie, noi che vendiamo? Gli arredi anni '80? - replica la presidente del circolo, Angela Rossi - come faccio a pagarli?". Il braccio di ferro, al momento, non pare avere sbocchi.

"Lavoro alla casa del popolo da tanti anni - lamenta un dipendente - non mi arriva lo stipendio dallo scorso marzo, solo un mese di cassa integrazione. Ho moglie, e tre figli di 12, 10 e 2 anni a carico, come faccio a campare?".

In questi giorni il circolo è aperto a orario ridotto, il bar lo è a singhiozzo, di cene non se ne fanno e anche il fiore all'occhiello della casa del popolo - la grande sala da ballo in cui non solo si danza ma si tengono anche numerosi corsi di ballo - è ferma al palo causa Covid-19.

Risultato: gli incassi sono pochi o nulli. "Stiamo prestando la sala per le riunioni di condominio del palazzo che ci ospita" spiega la presidente.

Quindi aggiunge rassegnata: "Io personalmente sono solidale con i dipendenti ma non so realmente come fare a pagarli", date le condizioni di indebitamento del circolo.

Ma quattro tra dipendenti ed ex dipendenti (alcuni, proprio perchè non venivano più pagati, se ne sono andati) insistono: "siamo dovuti andare a prendersi il pacco alimentare alla Caritas, è stato terribile".

"Ci siamo chiesti 'ma dove siamo arrivati" - protestano - perchè noi siamo persone che hanno sempre lavorato senza chiedere nulla a nessuno. Ci siamo vergognati come non ci era mai capitato". 

I lavoratori si sono anche rivolti al sindacato, la Cgil: "Ma per ora non si è mosso nulla e temiamo che da questo punto di vista non faranno nulla per noi" sostengono.

In realtà, in questo caso la Cgil stessa non avrebbe potuto niente, come spiega in questa nota: i lavoratori infatti non si sono iscritti al sindacato che dunque, per legge, non è stato legittimato a rappresentarli in sede di trattativa con l'azienda.

"Comunque, adesso alcuni di noi si sono rivolti all'ispettorato del lavoro, speriamo di riuscire a sbloccare la situazione" concludono i dipendenti.

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"Hanno tutto il diritto di muoversi come meglio credono - chiosa la presidente del circolo Rossi - li capisco ma ho le mani legate". Cioè le casse vuote.

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