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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Via Francesco Baracca

Casa, sgomberati da via Giordano occupano un edificio in via Baracca / FOTO

L'occupazione rivendicata dal Movimento di lotta per la casa dopo lo sgombero dei rifugiati politici da via Luca Giordano

I rifugiati politici sgomberati la settimana scorsa dall'immobile di via Luca Giordano hanno occupato questa mattina, con l'aiuto del Movimento di Lotta per la Casa, un immobile in via Baracca 18, di proprietà del gruppo bancario Unipol-Sai e inutilizzato da diversi anni.

Lo sgombero di mercoledì scorso, 12 luglio, era avvenuto ufficialmente per motivi di sicurezza, viste le precarie condizioni all'interno dello stabile stesso. Il Movimento per la casa, al pari di alcuni consiglieri comunali di opposizione come Miriam Amato (Alternativa Libera) e Tommaso Grassi (Sinistra Italiana), aveva però denunciato la mancanza di soluzioni prospettate dal Comune agli sgomberati.

“E così 40 persone si sono trovate in strada, tanto che molti la prima notte hanno dormito in piazza Ciompi”, dice il leader del Movimento Luca Giordano, che accusa l'amministrazione e l'assessore al sociale Sara Funaro di “chiudere gli occhi di fronte all'emergenza”.

Si tratta di una quarantina di persone tra i 23 e 45 anni. Molti svolgono lavori saltuari, quelli che trovano: nel volantinaggio o come braccianti agricoli. "Sono tutti 'rifugiati politici' somali, alcuni sono in Italia da oltre 10 anni. A differenza dei 'richiedenti asilo', a loro è già stato riconosciuto il diritto di stare qui”, spiega Giordano.

L'assessore Funaro, a margine del consiglio comunale odierno, condanna l'occupazione: “Invece di entrare in un percorso legittimo hanno optato per una scelta illegale e illegittima”, dichiara all'agenzia Dire. “Non ci sono alternative all'occupazione, dall'amministrazione non arrivano soluzioni abitative e queste persone sarebbero costrette a dormire in strada”, la replica di Giordano.

L'edificio occupato oggi era già stato occupato per circa un anno fino al marzo 2015, quando era stato sgomberato. Da quel momento ad oggi (e per diversi anni in passato, anteriormente alla prima occupazione) l'immobile è rimasto vuoto ed inutilizzato, tanto che Funaro 'bacchetta' anche il gruppo Unipol-Sai: “Per evitare che accadano queste cose gli immobili liberati devono essere utilizzati”.

La nuova occupazione era in qualche modo “annunciata” e potrebbe terminare a breve con un nuovo sgombero. Stessa sorte si prospetta per l'altra occupazione 'calda' degli ultimi mesi, quella nell'edificio dei gesuiti di via Spaventa.

FOTO - Rifugiati politici, occupato stabile in via Baracca

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