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Lo sceneggiatore de 'La casa di carta': "Ecco perché Bella Ciao è diventato 'l'inno' della banda"

Javier Gomez Santander: "Vorrei essere con voi sui balconi a cantarla"

 

Lo sceneggiatore Javier Gomez Santander ha raccontato come è nata la scelta di inserire “Bella Ciao” nella serie cult “La Casa di carta”, dove l'inno della Resistenza italiana viene intonato prima dal Professore e da Berlino, poi pian piano da tutta la banda di rapinatori della Zecca di Stato.   

"Mi ricordo la prima volta in cui ho cantato Bella Ciao. È stato all’Università, con Gianluca, uno studente italiano in Erasmus. Gianluca aveva una chitarra e a volte cantavamo tutti insieme. Cantare Bella Ciao era il punto più alto di tutte le feste. Da allora, la uso per darmi coraggio” ha detto a La Repubblica lo sceneggiatore della serie in lingua non inglese più vista nella storia di Netflix.

"Mi piace ciò che significa questa canzone, la lotta che porta con sé – ha spiegato - Un giorno mi sono svegliato con il pensiero fisso della serie che mi tormentava e ho deciso di metterla su. È stato un flash. Ho capito che Bella Ciao e La Casa di Carta condividevano l’anima. Ho gridato: siamo partigiani".

Ma cosa pensa Santander del fatto che quest'anno, siccome non ci saranno manifestazioni a causa del Covid, l'Anpi ha chiesto di cantare 'Bella ciao' dai balconi? "Mi piacerebbe essere sui quei balconi a cantare poiché non esiste ancora un giorno in cui cantare un inno antifascista possa risultare una cattiva idea – ha risposto - . Bisogna dire a coloro che inneggiano all'odio e al fascismo che non ci dimentichiamo che rappresentano il volto peggiore dell’umanità".

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