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Casa in campagna, "effetto Covid": a Firenze richiesta raddoppiata

La pandemia ha rilanciato la domanda. Ma la Toscana è la regione più cara

La pandemia ha rilanciato la domanda di case in campagna, rustici e casali nelle aree provinciali, nei borghi e nei piccoli comuni con un incremento delle ricerche pari al 29% rispetto al periodo pre-Covid, dato che indica chiaramente una nuova tendenza di mercato.

Il desiderio di spazi aperti è esploso dopo il lockdown con un'impennata a luglio. Con un vero e proprio boom che si è registrato in province come Brescia (incremento di richiesta del 268%) e Alessandria (+241%).

Una tendenza che ha preso piede in modo molto diffuso anche nella provincia di Firenze, dove la la richiesta di proprietà rustiche è quasi raddoppiata: +89% rispetto a periodo pre-Covid. Ma non solo. Anche Pisa, in Toscana, registra un +20%.

"Il ricorso sempre più massiccio allo smart working sta spingendo molte persone a ripensare alle proprie esigenze abitative post lockdown, così le proprietà rurali hanno registrato un'impennata durante la primavera ed estate. - afferma Vincenzo De Tommaso dell'Ufficio studi di idealista che ha curato l'analisi - I piccoli centri potrebbero costituire una valida alternativa per garantirsi un ambiente di elevato standard di vivibilità grazie a spazi ampi e aperti, a prezzi decisamente più contenuti delle grandi città".

Idealista ha analizzato anche l'andamento della domanda e dei prezzi di 360 tra borghi e piccoli comuni italiani da nord a sud. Ed è emerso che proprio la Toscana domina la "top 10" delle località più care con 7 località su 10. Con 6.696 euro al metro quadro Montalcino, in provincia di Siena, è saldamente al comando di questa classifica, davanti al Monte Argentario (5.045 euro/mq).

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