Trasferito il Cto, le emergenze a Careggi: Gentiloni inaugura il Trauma Center / FOTO

Previsti 130mila accessi l'anno, il capo del governo: "Orgoglioso di un'eccellenza pubblica". Ma i sindacati: "Basta tagli"

Da domani sera alle 20, venerdì 7 aprile, dopo 50 anni addio emergenze al Cto: tutte le emergenze, comprese quelle ortopediche, saranno trattate nel nuovo 'trauma center' unificato di Careggi, inaugurato oggi dal presidente del consiglio Paolo Gentiloni, assieme al ministro della salute Beatrice Lorenzin, al presidente della Regione Enrico, all'assessora regionale alla sanità e al sindaco di Firenze Dario Nardella.

La nuova struttura, al Padiglione 12 DEA, riunisce in unico edificio tutta l’attività di emergenza-urgenza, compreso il trauma. Ci lavoreranno circa 400 persone tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici di radiologia. L'ingresso, unico per ambulanze e utenti, è su viale Pieraccini: si stimano circa 130mila accessi all’anno (per una media di circa 350 accessi al giorno).

Il taglio del nastro, questa mattina, è avvenuto al piano -1 del padiglione, dove è stata allestita un’area di quasi 4mila metri quadri dedicata alla diagnosi e alla cura di fratture e traumi ortopedici minori, alla gestione del “codice rosa” per le vittime di violenza, alla casistica di bassa complessità medico-chirurgica, oculistica e otorinolaringoiatrica, gestita anche con percorsi ambulatoriali per i codici minori. La casistica traumatologia maggiore sarà invece gestita al piano terra dell’edificio, nell’area dell’alta complessità già attiva da luglio 2015. L'investimento per il nuovo pronto soccorso è stato di circa 11 milioni di euro.

“In questo momento delicato per il Paese e per il mondo i cittadini chiedono di essere rassicurati. L'impegno nella sanità è la nostra priorità – ha detto Gentiloni, dopo avere ringraziato per il loro lavoro medici, infermieri e tecnici -. Sono orgoglioso dell'eccellenza di una struttura pubblica come questa”.

“Dopo 20 anni ci siamo arrivati, adesso, dopo anni di tagli, sono necessari nuovi investimenti nella sanità, per avere un servizio pubblico efficiente e mettere il personale ospedaliero in condizione di lavorare al meglio”, il commento di Rossi, che prima di diventare governatore nel 2010 era stato per 10 anni assessore alla sanità.

I sindacati hanno approfittato della presenza del capo del governo per consegnargli una lettera, alla vigilia della Giornata Mondiale della Salute di domani, venerdì 7 aprile: “Stop a tagli e rigore, ci sono troppe diseguaglianze di salute – scrivono unitariamente Cgil, Cisl e Uil -. Troppe persone rinunciano a curarsi, è necessario investire per garantire a tutti il diritto alla sanità pubblica”.

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