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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Careggi, farmaco anticancro finito: trovata soluzione per una settimana

Il presidente della Regione Rossi: “Siamo intervenuti subito, ma ora il governo mandi i Nas”

L'ospedale fiorentino di Careggi ha reperito la mitimocina C, il farmaco anti-cancro che ieri risultava esaurito e che aveva costretto 25 pazienti, secondo quanto riportato da Repubblica, che ha sollevato il caso, ad interrompere la chemioterapia.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi lo ha annunciato questa mattina nel corso di una conferenza stampa in Regione, sottolineando che al momento il farmaco antitumorale sarà disponibile sino a venerdì prossimo, 12 luglio.

Il medicinale è cruciale nei cicli chemioterapici per prevenire le recidive del cancro alla vescica.

“Non ci sarà nessuna interruzione delle cure - ha spiegato Rossi -. Careggi ha reperito il farmaco grazie al servizio sanitario nazionale”.

Sarebbe inoltre in arrivo una soluzione per garantire il farmaco anche nel lungo periodo. “Siamo in contatto con la Svizzera e la Germania, che risponderanno entro lunedì sulla consegna di 400 fiale”, rivela il presidente della Regione.

Rossi, che ieri ha rivolto pesanti accuse contro le multinazionali del farmaco, accusate di speculare sulla pelle dei malati per fini economici, ha ribadito la posizione espressa ieri, quando aveva annunciato anche una denuncia alla procura sul caso.

“Se il problema che si è manifestato lo si deve a un commercio parallelo, (alcuni fornitori, queste alcune delle accuse, da verificare, venderebbero i farmaci all'estero invece che al Servizio sanitario nazionale per fare più soldi, ndr) la ministra della salute Giulia Grillo intervenga. Nel decreto Calabria c'è una disposizione che le consente di agire. Grillo mandi i Nas, perché una situazione del genere sarebbe speculazione ai danni della salute della popolazione”, ribadisce Rossi.

E, prosegue nel suo ragionamento il governatore, se è vero “che ci sono alcune aziende che smettono di produrre vecchi farmaci per promuovere quelli innovativi sarebbe sufficiente impegnare l'azienda multinazionale, che beneficia della introduzione di un farmaco nuovo, a garantire la fornitura dei farmaci della vecchia generazione sino all'esaurimento almeno della continuità assistenziale”.

Quello che è accaduto, sottolinea ancora Rossi, rivolto al governo, “è grave. Abbiamo sopperito e sopperiremo. Insisto affinché si intervenga a livello nazionale”.

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