Careggi: concorsi truccati, il leghista Alberti chiede ispettori dal Ministero

Il consigliere regionale ha scritto al Ministro della salute, Giulia Grillo, e al sottosegretario, Luca Coletto

Sabato scorso la procura di Firenze ha aperto un'inchiesta per presunte irregolarità sui concorsi per le cattedre universitarie della facoltà di medicina dell'Università di Firenze. Quindici le persone indagate, nei confronti delle quali sono state richieste misure interdittive. Tra gli indagati anche l'attuale direttore generale di Careggi Damone e il suo predecessore Calamai. 

I dirigenti coinvolti

Le accuse della Procura si basano su un'indagine andata avanti più di un anno che stava monitorando le telefonate e le conversazioni (tramite microspie) negli uffici, dove, secondo la Procura, veniva deciso chi meritasse o meno il posto ed eventualmente chi spostare.

I reati contestati sono abuso d'ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta. Tutto sarebbe nato dell'esposto di Oreste Gallo un otorinolaringoiatra, professore associato presso la facoltà di medicina, che più di una volta aveva denunciato durante le riunioni e in lettere al rettore i suoi dubbi.

Dopo il botta e risposta di ieri tra Rossi e la leghista Ceccardi, oggi è arrivata una proposta del consigliere regionale Jacopo Alberti.  “Ho scritto al Ministro della salute, Giulia Grillo, e al sottosegretario, Luca Coletto, per chiedere l’invio degli ispettori nelle Asl toscane - ha detto Alberti - la sanità toscana è costantemente sotto indagine ormai. Prima Massa, la voragine da 420 milioni, che non si è mai capito dove siano finiti - ha continuato il consigliere - ma negli ultimi anni ci sono state così tante indagini che si fatica a tenerne il conto".

"C’è evidentemente un sistema marcio che deve essere smantellato - ha concluso Alberti - e può avvenire solo con gli ispettori e un eventuale commissariamento dove necessario delle aziende sanitarie (Asl Toscana Centro, Asl Toscana Nord-Ovest, Asl Toscana Sud-Est, Careggi, Le Scotte e Cisanello). Inoltre, chi ricopre ruoli apicali su nomina politica ed è coinvolto nell’inchiesta, dovrebbe essere sospeso dall’incarico dirigenziale fino alla fine delle indagini”.

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