Carceri toscane malate: "Solo il 27% dei detenuti è sano"

Il Garante dei diritti dei detenuti ha presentato oggi l'ultimo rapporto sulle droghe e sulla salute in carcere. Ne esce un quadro drammatico: "Solo il 27% dei reclusi è sano"

Su 3mila247 detenuti nelle carceri toscane, mille e 71 sono dentro per reati connessi alla detenzione illegittima di stupefacenti, spesso di piccola quantità. 836 detenuti, oltre il 25%, sono tossicodipendenti. I dati, riportati dal Garante regionale dei diritti dei detenuti Franco Corleone questa mattina alla presentazione del rapporto ‘La droga in carcere: fatti e misfatti’, si riferiscono al giugno scorso. “Nonostante l’abrogazione della Fini-Giovanardi, le leggi italiane restano criminogene - dice Corleone -. Con un approccio diverso alle droghe in breve dimezzeremmo la popolazione carceraria”.

La tossicodipendenza non è l’unica ‘malattia’ dei carcerati. Nelle galere della nostra Regione sono diffuse, con valori molto superiori alla media nazionale, epatite C, epatite B, Hiv, infezioni tubercolari, disturbi gastrointestinali. I disturbi più diffusi sono le patologie mentali, che colpiscono circa 1 detenuto su 3, a tal punto che nelle carceri toscane si fa uso massiccio di psicofarmaci: al 39,5% dei reclusi vengono somministrati ansiolitici, al 16,5% antipsicotici, poi antiepilettici (15,4%) ed antidepressivi (15%).

Numeri che mostrano la drammatica situazione carceraria. “In Toscana solo il 27% dei detenuti può dirsi ‘sano’ - prosegue Corleone -. Delle carceri si parla meno perché il sovraffollamento è diminuito, ma sono ancora luoghi di detenzione sociale, la situazione resta grave”. Nei primi 10 mesi del 2015 in Italia si sono suicidati 37 detenuti, su un totale di 97 morti in carcere. In Toscana ci sono stati 2 suicidi, entrambi al carcere fiorentino di Sollicciano, mentre i tentati suicidi sono stati 80 e centinaia gli atti di autolesionismo.

Al 31 dicembre del 2014 in Italia erano detenute 53mila623 persone (contro le 67mila961 del 2010), di cui 13mila205 tossicodipendenti (il 24,63%). A Solicciano al 30 giugno scorso erano reclusi in 693, ancora sopra la capienza ufficiale (circa 450 posti), ma ben al di sotto dei numeri toccati negli anni scorsi (spesso si registravano oltre 1.000 detenuti).

Anche il numero degli ingressi in carcere è diminuito. A livello nazionale siamo passati dai quasi 90mila ingressi del 2005 ai 50mila del 2014, ma la percentuale di tossicodipendenti entrati resta alta (nel 2014 13mila810, il 27,5% del totale). I reati gravi, nonostante la sempre maggiore attenzione dei media posta sul crimine, sembrano anch’essi in calo. “Fino a non molti anni fa in Italia c’erano 1.500 omicidi l’anno, oggi siamo a 500 circa”, sottolinea il Garante.

Corleone si rivolge direttamente alle istituzioni regionali. “La salute, anche quella di chi sta in carcere, è una competenza della Regione, se ne deve fare carico”. Ancora aperta è poi la questione degli ospedali psichiatrici giudiziari, con i reclusi trattati spesso in condizioni disumane. In Toscana è il caso di Montelupo Fiorentino. “Doveva chiudere per legge nel marzo scorso, ma è ancora lì. E’ una reclusione illegale”, accusa Corleone.

In conclusione il Garante torna a invocare misure alternative al carcere per i reati minori e migliori trattamenti per le 134 donne detenute in Toscana. "A Pisa è stata ristrutturata la sezione femminile. Alla riapertura abbiamo visto che i bagni erano stati fatti ‘a vista’: com'è possibile?”

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