Caos Maggio: dopo le dimissioni di Luisi e Chiarot tutti all'attacco di Nardella

La nomina di Nastasi continua a suscitare scandalo

Foto di repertorio

E' scontro aperto tra le forze di opposizione e il sindaco Nardella dopo le dimissioni del sovrintendente del Maggio Fiorentino, Cristiano Chiarot, e di Fabio Luisi (direttore principale dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino).

Luisi nella sua lettera di dimissioni parla apertamente di "scelte politiche che non condivide". Il terremoto che sta vivendo il Maggio è infatti tutto da ricondurre alla nomina da parte del primo cittadino di Salvatore Nastasi quale presidente della Fondazione del Maggio.

"Nardella fa pagare con soldi pubblici i suoi consiglieri personali - ha affermato Marco Stella, consigliere regionale di Forza Italia - E sistema a presidente della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino Salvatore Nastasi, già direttore generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attuale consigliere strategico del sindaco. Chi sarà il prossimo?". 

Le medesime critiche arrivano da Sinistra Italiana. "Prima è stato garantito che la nuova nomina di Nastasi non avrebbe in alcun modo messo in dubbio la Sovrintendenza di Chiarot, poi invece si scopre che tutto ciò non era tecnicamente possibile e infine la risposta misera e stizzita al Direttore Luisi che smaschera ciò che non era stato detto apertamente: solo un cambio di strategia politica - fa sapere il partito in una nota -. Ora domandiamo al Sindaco: in pochi giorni abbiamo perso un Sovrintendente che a fatica stava rimettendo in piedi i bilanci, che cercava di dare stabilità al personale, che cercava di aprire il teatro alla città e un Direttore di chiara fama internazionale".

Nastasi, già noto nell'ambiente per essere stato commissario straordinario del Maggio, è stato a lungo e con vari governi capo di gabinetto del ministero dei Beni culturali (tanto da essere spesso definito un "ministro ombra"), di cui è stato anche direttore generale per gli spettacoli dal vivo. A lui è stato affidato un ruolo che spetterebbe al sindaco di Firenze (la presidenza della Fondazione), Chiarot non c'è stato e se n'è andato. Il rischio per l'ex sovrintendente sarebbe stato di gestire in modo non del tutto autonomo l'ente lirico. 

"Io non posso che accettare le scelte del sindaco, ma non me la sento di poter condividere questa scelta e rimanere qui. L'ho detto a Nardella e anche a Nastasi e tutti hanno insistito affinché io rimanessi qua", ha aggiunto. "Vado via sereno - ha sottolineato - non mi sarebbe dispiaciuto rimanere ancora ma sono cambiate le cose". 

"Il Maggio deve avere al suo vertice il sindaco della città", ha scritto Chiarot in una lettera inviata al primo cittadino. Nardella ha replicato smentendo e spiegando che Chiarot in un incontro fra i due avrebbe acconsentito allo schema proposto con Nastasi alla Presidenza. Un accordo che sarebbe stato ribadito in una telefonata a Nastasi alla presenza di Chiarot.

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