Tav: una sentenza del Tar rischia di rallentare di nuovo tutto

I lavori sono fermi da mesi e potrebbero restarlo fino al 2021

Il cantiere Foster a ottobre 2019

L'11 ottobre scorso ai cantieri Tav della stazione Foster di via Circondaria arrivò perfino la neo ministra dei trasporti Paola De Micheli, appena insediata. “I cantieri riprenderanno al più presto”, assicurava la ministra, assieme all'ad di Rfi Maurizio Gentile.

In realtà, al di là degli annunci di 'volontà', lo stesso Gentile aveva spiegato ai microfoni un cronoprogramma che, nelle migliori delle ipotesi, prevedeva la ripartenza dei lavori (in special modo per quanto riguarda il tunnel da Campo di Marte a Castello) nella seconda metà del 2020.

Un cantiere ed una storia infinita, tra fallimenti, cambi di progetti in corsa e quant'altro. Ora le cose sembrano complicarsi ancora, con una sentenza del Tar del Lazio, come riporta questa mattina il Corriere Fiorentino, del 30 dicembre scorso.

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso contro la nomina dei commissari scelti nel 2018 per guidare Condotte, cioè la società che, rilevando il consorzio Nodavia, era diventata la titolare dei lavori dell’Alta velocità fiorentina”, scrive infatti Marzio Fatucchi sul Corriere. Il punto riguarderebbe un'eventuale procedura di scelta non corretta.

Tra le altre cose, rischia così di 'saltare' il passaggio dell'appalto dei lavori del nodo fiorentino dell'alta velocità a Italferr, società 'interna' ('in house') al gruppo di Ferrovie dello Stato.

Un modo previsto e annunciato ad ottobre dallo stesso Gentile per consentire a Ferrovie di gestire in prima persona i lavori e snellire i tempi (anche se a ottobre Gentile ammetteva che era ancora in corso una 'rivisitazione' del progetto, la cui prima stesura risale ormai a quasi 30 anni fa).

Nel coro del sì a tutti i costi al tunnel dell'alta velocità ci sono anche il sindaco Dario Nardella e il presidente della Regione Enrico Rossi, assieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil.

E in una nota diffusa le tre sigle, Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, chiedono di nuovo al governo di “sbloccare i lavori della Tav fiorentina, per lo sviluppo e il rilancio del Paese”, commentando la decisione del Tar e auspicando da parte di Roma “la nomina di un commissario specifico”.

“Mentre sul fronte lavori è tutto fermo, la stazione di Santa Maria Novella è sempre più ingolfata. Le Ferrovie dello Stato infatti con l’orario invernale 2019 hanno dirottato su SMN 16 treni che prima fermavano alla stazione di Campo di Marte, fermo restando il numero complessivo dei treni che passano dal nodo di Firenze: circa 700 (655 dei quali fermano a SMN) dalle 7,00 alle 20,00, senza contare i merci. Un collo di bottiglia che rallenta e condiziona tutta la circolazione e per il quale basta un piccolo ritardo per creare problemi a cascata”, scrivono i sindacati.

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Restano invece immutate le critiche di sigle come, tra le altre, il Comitato No Tunnel Tav e l'associazione Idra, che denunciano come “enorme spreco inutile” i quasi 2 miliardi di euro che alla fine costeranno tunnel e Foster e chiedono di dirottare gli investimenti, tra le altre cose, sullo sviluppo delle tratte regionali e di superficie, oltre che sulla manutenzione delle linee esistenti. Investimenti che secondo i critici del Tav creerebbero anche molti più posti di lavoro rispetto a quelli del maxi cantiere fiorentino.

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