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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

"Tu che diritto sei?": campagna Cgil per la Carta del Lavoro

23 storie di diritti in video di 30 secondi: il sindacato si mobilita per la Carta dei Diritti Universali del lavoro, in vista della legge di iniziativa popolare

Ventitre storie di diritti raccontate in altrettanti video di 30 secondi, che saranno diffusi, uno al giorno, sui canali Facebook e Twitter: è la campagna social "E tu che diritto sei?" lanciata dalla Cgil Toscana all'interno della mobilitazione per la Carta dei diritti universali del lavoro, una sorta di nuovo "Statuto dei lavoratori" proposto dalla Cgil nazionale, per estendere diritti e tutele ai lavoratori che oggi non li hanno.

"Dietro i diritti ci sono le vite quotidiane delle persone, storie raccontata dei video: lavoratori licenziati illegittimamente, precari senza ammortizzatori sociali, donne che non possono avere figli per paura di perdere l'impiego, lavoratori a Partita Iva con tante tasse da pagare e pochi diritti", spiega Dalida Angelini, segretaria generale di Cgil Toscana.

Ed ecco così la storia di Kristof, carpentiere che deve sobbarcarsi anche le mansioni e le responsabilità (ma non lo stipendio) di capocantiere, mentre il diritto ad una pensione dignitosa si traduce nella storia di Giada, che fa la cantante e versa in due diversi istituti previdenziali, e il diritto di iscriversi a un sindacato si ritrova in Diego, tipografo che vede lo stipendio arrivare sempre in ritardo.

Ogni video si conclude con la domanda: "E tu che diritto sei?" (su Twitter l'hashtag è #sfidaXidiritti). "L'obiettivo è far capire che i diritti che la Carta si propone di estendere a tutti sono fondamentali nella vita quotidiana di ognuno - prosegue Angelini -. E' fondamentale informare le persone che la Carta dei Diritti riguarda tutti, dal vicino di casa alla zia lontana, dal giovane migrante alla studentessa, dal pensionato alla neomamma. Le storie che raccontiamo parlano di noi, nessuno escluso".

Nei primi nove video diffusi oggi sul canale youtube della Cgil ci sono tra le altre le storie di Irina, che fa la badante ma non ha chiaro il suo orario di lavoro (ha diritto a un contratto scritto con condizioni trasparenti), di Sara, infermiera in un reparto a rischio che avrebbe diritto di lavorare in un ambiente sano e sicuro, di Luca, tecnico del suono che lavora anche 14 ore al giorno, di Serenella, dirigente d'azienda che si vede negato il part time per stare col figlio, di Sandra, che rischia di rinunciare a una promozione perché incinta.

In Toscana da circa un mese si stanno svolgendo migliaia di assemblee dei lavoratori in cui la Cgil illustra i contenuti della Carta. Da aprile inizierà la raccolta firme per arrivare alla presentazione di un legge di iniziativa popolare entro l'anno.

"La Carta dei Diritti universali del lavoro, redatta dalla Cgil nazionale in 97 articoli, ha alla base il principio che i diritti (dalla maternità alle ferie, dai permessi agli ammortizzatori sociali fino alla malattia) sono in capo alle persone indipendentemente dal contratto di lavoro che hanno - conclude Angelini -. Diritti che vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, dalle pari opportunità alla formazione permanente, dall'aggiornamento costante di saperi e competenze a pensione e ammortizzatori sociali equi".

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