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Cronaca

“Camorra” a Firenze: sequestro da mezzo milione 

Nel 2021 una bomba fu piazzata davanti al locale del quarantenne

Sequestro della polizia di beni per mezzo milione di euro a un quarantenne del Salernitano, attualmente detenuto presso il carcere di Nuoro, che nel 2021 fu coinvolto in un’indagine - coordinata dalla procura fiorentina - per un atto intimidatorio verificatosi nel febbraio dello stesso anno davanti a un locale di Porta al Prato che gestiva. Il sequestro - finalizzato alla confisca -  riguarda i beni del quarantenne, oltre a quelli di moglie e figlio. Tra i beni: un’abitazione a Nocera Inferiore, quattro auto, due moto, conti correnti, un deposito titoli, un fondo di investimento e quote aziendali. 

Il decreto è fondato su una normativa - contemplata dal codice antimafia - che prevede il sequestro dei beni nella disponibilità diretta o indiretta dell’interessato, qualora il loro valore risulti sproporzionato al reddito dichiarato o all’attività economica svolta, ovvero quanto, sulla base di sufficienti indizi, si abbia motivo di ritenere che gli stessi siano frutto di attività illecite o ne costituiscono il reimpiego. 

La proposta formulata dal procuratore della Repubblica e dal questore ha evidenziato, altresì, la pericolosità sociale del soggetto, basata sui più procedimenti penali a suo carico (alcuni dei quali conclusi con sentenze irrevocabili), a partire dal 2002, consentendo di ritenere come il predetto, per la condotta e il tenore di vita attuale, vivrebbe, anche in parte, con i proventi di attività delittuose. 

L’atto intimidatorio 
Le indagini, avviate nel luglio 2020, avrebbero accertato come il quarantenne e il fratello avessero 'avviato' un nuovo gruppo criminale a Firenze e come la pizzeria Pizza Cozze e Babà di fatto costituisse la sede dove, quasi quotidianamente, i membri dell’associazione criminale tenevano i loro incontri e dove si recavano per stoccare e ricettare i proventi delle attività illecite commesse. Proprio di fronte alla pizzeria - situata di fronte alla ex stazione Leopolda - il 23 febbraio 2021 si verificò un atto intimidatorio: una bomba fu posizionata da due affiliati al clan di camorra Piedimonte, clan rivale a quello dei Cuomo che, secondo gli inquirenti, stavano facendo nuovi affari a Firenze proprio attraverso la pizzeria.

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