Calcio storico e psicologia: il profilo del calciante

Un'analisi dello psicoterapeuta fiorentino e ideatore del PAT (Processo Anevrotico Terapeutico) dottor Loris Pinzani

Gli atteggiamenti umani sono spiegabili facendo riferimento alla natura psicologica degli avvenimenti. A Firenze il concetto di gara è ovunque accentuato e nel Calcio Storico si esprime in pieno un tema atavico come quello della virilità ed in essa della destrezza, l'acume e la potenza fisica. Chi vince il Calcio Storico non vince un torneo qualunque, ma "la" gara.

I calcianti sono originari dei rioni ed in essi sono i più spericolati, i più avventurosi, adatti a rischiare, a mostrare sulla polvere della Piazza, chi può sgusciare fino all'altra parte del campo. In quel momento loro sono i veri, indiscussi protagonisti della città; ognuno lo sa bene e questo fa in modo che nel tempo del gioco sia dato tutto quello di cui ciascuno dispone. Il calciante a Firenze è una sorta di santo laico che vive una consacrazione; una investitura permanente che risuona fino alle generazioni successive, disegnandone il profilo psichico.

Si tratta di individui che hanno vissuto il quartiere, spesso reclutati da sport d'azione, zelanti nel venir chiamati e confermati di anno in anno dal rione della città. Lo stesso rione ove primeggiano tra schermaglie ed irriverenza sfrontata. È un'attività pesante, con contrasti fisici e reattività necessarie nello svolgersi delle cacce (questo è il nome delle azioni che portano al risultato durante la partita).

Sono soggetti dotati fisicamente ma soprattutto con caratteristiche particolari in quanto a personalità. Devono essere pronti all'aggressività che fa spettacolo e quella che è figlia della rabbia più autentica.la forza dei calcianti è diretta tanto all'avversario quanto a sé stessi, all'irruenza litigiosa, noncuranti del dolore e della fatica. Come volessero dire che non sentono male, corrono ed ognuno sembra giochi solo per sé, pur affidandosi al gruppo. Affiora inevitabilmente un individualismo nella figura del calciante, il quale gioca da solo una partita per la squadra e nella squadra vuole vincere. Da solo e per primo.

Esprimere giudizi per così dire morali e razionali sui calcianti e inutile, dal momento che vi è notevole differenza tra l'aggressività comune e quella che riguarda un esponente del calcio storico. Ne ho conosciuti molti professionalmente ed in ognuno ho visto la rabbia insieme al desiderio ingenuo ed autentico di giocare. È la grande partita dell'esistenza quella fatta del calciante, non altro. Non prevale tanto l'aggressività quanto il gioco stesso, nel suo aspetto più duro ed adulto, che proprio a Firenze ancora vive puro; unico quanto la città da cui deriva. Questo è grande tema della psicologia del calciante, al di sopra di tutto.  

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