Cronaca

Cadaveri nelle valigie: di chi sono quelle impronte?

Colpo di scena dalle analisi scientifiche: le tracce genetiche ritrovate non sono di Elona. E le vittime non sono state uccise in via Fontana

Non sono di Elona Kalesha né del fratello Devis, le impronte rilevate sulla valigia e nell’appartamento di via Fontana. E quelle stesse tracce legate a dna maschile e femminile - riporta il Corriere Fiorentino - non sono nemmeno riconducibili ai tre fratelli Pasho, figli di Shpetim e Teuta, 54 e 52 anni, i coniugi scomparsi nel 2015 e i cui corpi fatti a pezzi furono scoperti in quattro valigie abbandonate in un campo tra la Fipili e il carcere di Sollicciano. 

Cadaveri nelle valigie: rebus Dna, la procura si affida al Ris di Roma

A stabilirlo è stato il professore Ugo Ricci, genetista forense incaricato dalla procura fiorentina. La consulenza, riporta sempre il Corriere Fiorentino, é stata depositata in udienza al tribunale del Riesame, che dovrà decidere sulla revoca della misura cautelare in carcere per Elona Kalesha, cittadina albanese di 36 anni, indagata insieme al fratello Devis e l’ex fidanzato Taulant Pasho per duplice omicidio volontario e occultamento di cadavere.

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