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Calenzano: a caccia di cinghiali senza autorizzazione, denunciato imprenditore

E' stato 'pizzicato' mentre pasturava mais e pane secco dai carabinieri forestali. "Caccia al daino è copertura per abbattere cinghiali"

Carabinieri della stazione forestale di Ceppeto (Fi), sulla base di alcune segnalazioni circa presunte attività di bracconaggio nei confronti di fauna selvatica, hanno svolto alcuni sopralluoghi in località Leccio a Calenzano.

Le segnalazioni, supportate da foto, avevano come oggetto la pasturazione finalizzata ad attrarre fauna selvatica, in particolare cinghiali, con conseguenti spari nelle ore notturne in prossimità delle abitazioni.

In occasione di un servizio di appostamento, pochi giorni fa, in tarda serata, i militari hanno visto sopraggiungere sul posto una macchina che è entrata all’interno di una oliveta.IMG-20200806-WA0001-2

I militari hanno identificato subito il cacciatore che stava imbracciando una carabina, all’interno dell’auto, a una decina di metri da un punto di foraggiamento, e gli hanno intimato di scaricare l’arma. Quindi gli hanno chiesto perché fosse lì.

Inizialmente l'uomo ha dichiarato di svolgere la caccia al daino (per cui risultava autorizzato) ma ai carabinieri è parsa 'strana' la presenza della pasturazione, non consentita e non necessaria per la caccia al daino.

A quel punto l'uomo ha ammesso che la caccia al daino fosse solo una copertura per poter tranquillamente e portare 'regolarmente' un’arma al seguito, con l’obiettivo reale di abbattere i cinghiali.

Il cacciatore, un imprenditore noto ai forestali, per abitudine ricorreva infatti al tipo di pasturazione rilevato in loco, cioè mais e pane secco, di cui il cinghiale è particolarmente ghiotto.

L’orario di arrivo sul posto, inoltre, coincideva con quello più indicato per la caccia al cinghiale. Infatti si tratta di animali per lo più notturni, che iniziano a muoversi ed uscire dalle “riposte” all’imbrunire. La caccia al daino è di norma invece svolta prima del tramonto.

L’attività di pasturazione - spiegano i forestali - è vietata ad esclusione dei casi previsti dalla norma quali gli interventi di controllo coordinati dalla Polizia Provinciale, con finalità di limitare i danni da fauna selvatica sul territorio.

L’imprenditore, 60 anni, è stato dunque denunciato per esercizio della caccia con mezzi vietati, cioè tramite pasturazione.

Gli sono state contestate anche le violazioni amministrative per esercizio di caccia sparando da veicolo a motore e in prossimità di via di comunicazione, per un importo di più di 300 euro.

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