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Bruno Faggioli e la moglie Leda

Bruno Faggioli e la moglie Leda

"Qui mi imprigionarono i nazisti": Bruno, il reduce di 96 anni torna nella caserma fiorentina che fu carcere tedesco

Dopo l'Armistizio, l'uomo non passò nelle fila dell'esercito germanico e finì prigioniero in quella che oggi è la caserma Fadini, da dove fuggì calandosi con una fune

Questa mattina, martedì 16 giugno, un reduce della seconda guerra mondiale ha rivisitato dopo 77 anni la caserma a Firenze nella quale fu imprigionato dai tedeschi. Oggi quella caserma ospita la polizia di Stato.

Il reduce si chiama Bruno Faggioli, oggi 96enne e neo cavaliere della Repubblica Italiana. Dopo oltre mezzo secolo, alcuni giorni fa ha espresso un desiderio al sindaco del sua paese, Montespertoli: “Vorrei tanto rivisitare la caserma dove fui imprigionato in tempo di guerra e dalla quale riuscii ad evadere, calandomi con una fune dalla finestra della cella”.

Proprio così: Bruno fu arrestato dopo l’8 settembre del ’43, ovvero dopo l’Armistizio, poiché, fatto prigioniero dai tedeschi, si rifiutò di aderire all’esercito germanico.

Quello stesso giorno, alcuni soldati italiani furono radunati nel piazzale della caserma vicino alla Fortezza da Basso e messi di fronte a una scelta determinante: fare un passo avanti e unirsi all’esercito tedesco o restare fermi ed essere imprigionati (destinati inevitabilmente alla deportazione in Germania dalla quale quasi nessuno fece ritorno in patria).

Con grande coraggio e determinazione, Bruno rimase fedele ai suoi ideali e scelse la strada più difficile.

Imprigionato in una cella che a una decina di metri d’altezza si affaccia su quella che oggi è via del Pratello, riuscì ad evadere e a ritrovare la libertà il 22 settembre del 1943, dopo essersi calato con una corda (portatagli dal padre durante un colloquio) insieme ad altri 2 soldati prigionieri.

Il sindaco di Montespertoli, Alessio Mugnaini, si è subito attivato insieme al suo cerimoniere della polizia municipale Vieri Lascialfari, per soddisfare il desiderio del 96enne di poter calpestare ancora una volta quel cortile dove fece la scelta che segnò la sua vita.

Quella caserma che in tempo di guerra, racconta Bruno, era stata occupata dai tedeschi, ospita attualmente alcuni uffici amministrativi della polizia di Stato, simbolo oggi di quella democrazia per la quale il neo cavaliere mise in gioco la sua stessa vita.

Il questore Armando Nanei ha voluto subito organizzare la visita e stamani Bruno Faggindex-6-11ioli, accompagnato dalla 94enne moglie Leda, dal sindaco e dal cerimoniere di Montespertoli, ha rimesso piede in quella che oggi è un distaccamento della questura di Firenze, la caserma Fadini.

Bruno è stato ricevuto all’ingresso di via Dionisi da Domenico Messina, primo dirigente della polizia di Stato, responsabile della struttura, di fronte al quale non ha trattenuto la forte emozione, affascinando con il suo racconto tutti i presenti.

La visita è poi proseguita osservando da via del Pradello proprio la finestra (oggi sede di uffici pubblici) dalla quale 77 anni fa il reduce si era calato. Verso la libertà.

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