'Un gancio al Parkinson': allenamenti di boxe per combattere la malattia

A Firenze la prima associazione per contrastare i sintomi

Foto Twitter profilo Toscana Notizie

Gli allenamenti del pugilato per contrastare i sintomi del morbo di Parkinson. È la strategia messa in campo dall’associazione “Un gancio al Parkinson” per limitare i danni di una malattia degenerativa, che solo in Toscana conta oltre 20.000 casi, dei quali 2.000 a Firenze.

Un morbo che irrigidisce progressivamente i muscoli, rendendo difficili i movimenti e la parola e che, in questi anni, ha colpito anche personaggi famosi come Papa Giovanni Paolo II e l’ex campione dei pesi massimi di pugilato, Muhammed Alì. Ma proprio dal mondo del pugilato arriva oggi un prezioso aiuto, utile per rallentare il corso della malattia.

L'attività dell'associazione e i suoi risultati sul Parkinson sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa dall’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi, assieme al presidente dell'associazione Maurizio Bertoni.

Entro febbraio l’associazione, si legge in una nota, pubblicherà “il primo studio scientifico che analizzerà i benefici dati dalla boxe ai fini del rallentamento dei sintomi del Parkinson”.

“Negli Stati Uniti, dove per la prima volta si è messo in pratica questo tipo di allenamento per i malati di Parkinson - sottolinea Bertoni -, è già stato pubblicato uno studio, basato su 6 pazienti. Noi lo baseremo sui nostri 25 pazienti”.

Secondo l’associazione, “dopo i primi tre mesi di allenamento i pazienti mostrano un buon miglioramento dell’equilibrio, della postura e della coordinazione, riuscendo a muoversi e camminare in modo migliore e a mantenere questi progressi nel medio-lungo periodo”.

Oggi chiunque soffra di questa malattia può rivolgersi gratuitamente all’associazione “Un gancio al Parkinson” e, dopo una serie di test compiuti dallo staff medico, può allenarsi al Centro Training Lab, seguito da istruttori di boxe, appositamente formati.

“La boxe sviluppa coordinazione dei movimenti, equilibrio, riflessi, ed elasticità dei muscoli. Allenare queste qualità, che si perdono in occasione di patologie neurodegenerative, come appunto il Parkinson, migliora sensibilmente la qualità di vita dei pazienti, anche in fase avanzata della malattia”, aggiunge Bertone.

L’associazione opera all’interno del Training Lab di Firenze, primo centro medico dove si pratica la boxe contro il Parkinson (esercizi di riscaldamento, colpi al sacco, salti con la corda, ecc.) e dove attualmente sono seguiti gratuitamente, due volte a settimana, 25 pazienti (17 uomini e 8 donne) di età compresa tra i 50 e i 75 anni.

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"Negli ultimi anni l'età di esordio si è progressivamente abbassata, ci sono pazienti anche di 40-50 anni – commenta Saccardi -. Guardiamo con favore a questa nuova esperienza, che consente di contrastare i sintomi e rallentare il corso della malattia". (Foto Twitter profilo Toscana Notizie)

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