Molotov nel cantiere e la scritta: "Black Bloc è il popolo, no alla Tav"

La bottiglia incendiaria è stata fatta esplodere ieri intorno alla mezzanotte: il rogo è stato presto domato dai pompieri. Vicino al cantiere le scritte: "Black Bloc è il popolo, no alla Tav" e "Fuoco a Casaggì"

“Black Bloc è il popolo, no alla Tav” è la scritta che campeggia sul muro di una palazzina a poche decine di metri dal rogo appiccato ieri notte al cantiere delle Tav. Il cantiere è a due passi da Ponte al Pino, l’area per intenderci è quella di Campo di Marte, il luogo dove a ottobre sarà poggiata la maxi fresa EPB “Monnalisa”, che a fine anno, una volta montata in loco, scaverà il tormentato tunnel sotto la città. Il luogo non sembra quindi casuale; sulla realizzazione dei sette chilometri di sottoattraversamento si sta consumando una delle più feroci polemiche politiche degli ultimi mesi. Per adesso, comunque, non c’è nulla di chiaro se non la dinamica dell’accaduto; gli inquirenti stanno cercando testimonianze per ricostruire il percorso del piccolo ordigno.

I FATTI- Da una prima ricostruzione gli autori del fatto, intorno alla mezzanotte, hanno scavalcato la recinzione del cantiere e lanciato l’ordigno contro una trivella. Un passante, viste le fiamme, ha chiamato i vigili del fuoco che accorsi sul luogo hanno prontamente domato il piccolo rogo. Vicino ai macchinari è stato rinvenuto una piccola tanica con del liquido infiammabile. I danni provocati dalle fiamme sarebbero di lieve entità. Sono pochissimi gli elementi in mano agli investigatori, perché a parte il testimone che ha lanciato l’allarme, per adesso non si è fatto avanti nessuno. Gli operai del cantiere, che in questi giorni stanno lavorando per la realizzazione del pozzo di lancio della fresa, ieri sera hanno staccato alle 22, molto prima del blitz incendiario.

SCRITTE-Le scritte sui muri potrebbero essere una pista battuta dalle forze dell’ordine. Tre settimane fa su un muro nei pressi del cantiere è apparsa la scritta “Casaggì” con accanto una croce celtica. Secondo quanto raccolto dagli investigatori, questa notte vicino al nome del centro sociale di estrema destra, è comparsa la dicitura “fuoco a”. La scritta composta dà vita a “fuoco a Casaggì”; piccole scaramucce di gruppi dalle tinte forti contrapposti, o un messaggio legato all’episodio della molotov? Di sicuro quest'ultima si accoda alle altre due apparse questa notte contro la Tav.

COMITATO - Già si prendono le distante, il Comitato contro il progetto sottoattraversamento Tav di Firenze, ha diffuso una nota in cui esprime la propria "estraneità e contrarietà a simili gesti, che alimentano solo un pericoloso clima da strategia della tensione".

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POLITICA- Intanto in Regione continua il dibattito politico sulla opportunità dell’opera, sui rischi sismici e su quelli legati alle terre e rocce di scavo. “La Regione Toscana non può esprimere un parere su un progetto che non è stato sottoposto per legge all'approvazione tecnica dei propri uffici” ha affermato l’assessore regionale alle infrastrutture ed ai trasporti Luca Ceccobao, interrogato dai consiglieri Fds-Verdi Monica Sgherri e Mauro Romanelli. Il tema è ormai noto, le opinioni in città e fuori differiscono sui numeri, sui dati e sulle conclusioni. Per l’assessore rimane un punto fermo il fatto che la competenza sui rischi non appartenga né all’Osservatorio ambientale né agli Uffici del Genio civile, che infatti non hanno esaminato il progetto: “Fs - ha affermato - risulta avere pertanto responsabilità diretta sulla valutazione del rischio”. Per quel che riguarda la Vas (Valutazione di impatto ambientale) delle terre di scavo, che il progetto prevede di trasferire a Cavriglia per la riqualificazione ambientale della ex cava di Santa Barbara, Ceccobao ha affermato che la competenza è di carattere nazionale e non locale.

REAZIONI-Perplesso il commento di Mauro Romanelli, da sempre in prima fila contro l’opera di sotto attraversamento della città: “è un'opera che ci riserva sempre sorprese - ha commentato il consigliere di Fds/Verdi - con forti preoccupazioni in diversi soggetti, perché la cautela ambientale e sociale sembra essere un elemento assolutamente marginale". Per il consigliere ci sono molte questioni aperte che meritano riflessioni ulteriori: sul fronte idro-geologico per quel che riguarda i rischi legati all'utilizzo di una sola fresa di scavo; sul versante delle analisi minerarie eseguite nel sottosuolo cittadino (Carotaggio). Nel caso specifico caso l’esponente dei Verdi e della Federazione di Sinistra contesta che le campionature sono state eseguite in zona Rifredi e non dove effettivamente saranno eseguiti gli scavi.
 

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