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Cronaca

Bomba di Capodanno e molotov contro i carabinieri: arrestati 8 anarchici

Operazione tra Firenze, Roma e Lecce con 200 uomini. L'artificiere Mario Vece perse una mano e un occhio

Per la bomba di Capodanno di fronte alla libreria vicina a Casapound e per le molotov lanciate nell'aprile dell'anno scorso contro una caserma dei carabinieri a Rovezzano, sono state arrestate questa mattina 8 persone, appartenenti ad ambienti anarchici.

L'operazione è iniziata all'alba di questa mattina, giovedì 3 agosto, con oltre 200 uomini tra carabinieri e polizia. Coinvolte le province di Firenze (con 6 arresti), Roma e Lecce, tra i cui territori sono stati effettuati gli altri 2 arresti.

L'operazione, dopo indagini ininterrotte di molti mesi, è stata motivata dall’urgenza di prevenire il pericolo di fuga degli indagati. Effettuato questa mattina anche il sequestro preventivo della sede anarchica de “La Riottosa”, al Galluzzo, in un immobile occupato dal 2007 e dove il gruppo, anche dopo lo sgombero e sequestro dell’analoga sede di Villa Panico, aveva proseguito le sue attività e riunioni. Alcune persone sono salite sul tetto dell'edificio per tentare di sfuggire all'arresto.

A seguito dell'esplosione del pacco bomba del 1° gennaio, di fronte alla libreria legata al movimento di estrema destra Casapound, l'artificiere Mario Vece era rimasto ferito gravissimamente, fino a subire l'amputazione di una mano e la perdita dell'occhio destro.

Tre sono invece i responsabili del lancio di tre bottiglie incendiarie contro la stazione dei carabinieri di Rovezzano, il 21 aprile del 2016. Gli arrestati sono accusati a vario titolo dei reati di costruzione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo, tentato omicidio e danneggiamento aggravato.

Tra i fermati per la bomba di Capodanno c'è Salvatore Vespertino, 31 anni, sardo: è suo, "ad altissima probabilità", il Dna trovato sulla parte interna del nastro adesivo rinvenuto sul luogo dell'esplosione il 1° gennaio, in via Leonardo da Vinci. Vespertino negli ultimi mesi, come illustrato in conferenza stampa dal procuratore Giuseppe Creazzo, dal comandante del Ros dei carabinieri Giuseppe Governale e dal questore Eugenio Spina, direttore dell'antiterrorismo della polizia, si muoveva per l'Italia e all'estero: proprio il pericolo che potesse fuggire e scappare al fermo ha fatto scattare l'operazione.

Gli altri fermati per la bomba di Capodanno sono Nicola Almerigogna, fiorentino, Giovanni Ghezzi, pistoiese ma residente a Firenze, il teramano Pierloreto Fallanca e il torinese Roberto Cropo. Per le molotov contro la caserma di Rovezzano sono invece stati fermati Sandro Carovac e Marina Porcu, entrambi sardi e sposati, oltre ad un'altra donna, Micol Marino. Tutti i fermati hanno tra i 30 e i 35 anni.

"Un'operazione dedicata a Mario Vece", ha detto il procuratore Creazzo, ricordando ancora l'artificiere ferito (da poco rientrato in servizio con la squadra mobile) e sottolineando la "gravissima portata criminale" dei fatti compiuti dagli 8 fermati appartenenti alla galassia dell'anarco insurrezionalismo.

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