Bolkestein, la protesta degli ambulanti: 4mila attività a rischio

Dalle Cascine a San Lorenzo per dire no alla direttiva europea

Le imprese del commercio ambulante di tutta la Toscana manifesteranno domani a Firenze, in concomitanza con analoghe manifestazioni in tutta Italia, per dire no alla direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi ed alla sua applicazione da parte delle amministrazioni comunali. Due i ritrovi: il primo, alle ore 15, a piazzale Vittorio Veneto, alle Cascine, da dove trenta furgoni percorreranno i viali per confluire in piazza San Lorenzo, dove giungerà il secondo concentramento, che si è dato appuntamento alle 15.30 in piazza della Stazione e che attraverserà, a piedi, via Panzani e via Cerretani.

“Abbiamo scelto San Lorenzo perché è la piazza simbolo del commercio ambulante a Firenze – dichiara il presidente di Assidea, Alessio Pestelli – ma contemporaneamente saremo in contatto con tutte le altre piazze italiane dove la nostra categoria sta manifestando contro la Bolkestein. In particolare Roma, dove ci attendiamo che un esponente del governo possa comunicarci delle notizie positive, che vadano nella direzione che auspichiamo”. 

Tra gli imprenditori del settore c’è grande preoccupazione per gli effetti che l’applicazione della direttiva Bolkestein ha sul loro presente e avrà sul loro futuro, a partire dall’obbligo di partecipazione ai bandi per il rinnovo della concessione (che sarà comunque a termine e non oltre dodici anni e non fornirà più alcuna certezza sui rinnovi successivi) alla liberalizzazione dei mercati che dà alle aziende di capitale la facoltà di partecipazione ai bandi stessi con ripercussioni sul piano della concorrenza. "Non posso fare a meno di sottolineare come ci sembri del tutto innaturale che un’impresa che da anni svolge la propria attività si veda costretta a partecipare a un bando per poter continuare a esercitare la stessa attività; forse, un caso unico in Europa", spiega Franco Vichi, direttore generale Cna Firenze.

Per Cna Firenze è giusto e opportuno offrire un punto di riferimento certo ai propri associati del settore e, più in generale, a tutti gli operatori del settore ambulante che lavorano nei mercati storici fiorentini (circa 400). "Tra i mercati rionali e il mercato delle Cascine stiamo parlando di circa 4mila concessioni – aggiunge Vichi - comprendiamo fino in fondo la legittima paura degli operatori del settore perché con questo provvedimento si crea molta incertezza sul futuro della propria impresa, instabilità che non consente neanche di programmare gli investimenti necessari. Ricordiamo che l’Italia – conclude Vichi - è, insieme alla Spagna, l’unico paese che prevede questa direttiva e francamente continuiamo a chiederci il perché".

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