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Mense con prodotti a km0, la Corte Costituzionale boccia la legge toscana. La Regione: "Nuova legge con gli stessi princìpi"

La legge regionale era del 2019, per la Corte non garantiva la concorrenza

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge regionale toscana, approvata nel 2019, per incentivare l'utilizzo di prodotti a chilometro zero nelle mense scolastiche, accogliendo un ricorso della presidenza del consiglio dei ministri.

La legge della Regione Toscana, ora bocciata, imponeva ai vincitori dei bandi per la refezione scolastica di garantire pasti con almeno il 50% di prodotti a 'chilometro zero', nati e trasformati all’interno dei confini regionali, principio che secondo la Corte, in base al diritto nazionale ed europeo, altera la concorrenza.

Immediate le reazioni dalla Regione. “Siamo fermamente convinti della bontà dei principi contenuti nella legge impugnata e nelle azioni che puntano a favorire nelle mense scolastiche la presenza di prodotti che vengono dal territorio e ci metteremo subito al lavoro per ripresentare un progetto di legge che, tenendo conto delle osservazioni della Corte sotto il profilo giuridico, riproponga gli stessi principi che vanno a favorire e a sostenere i prodotti di qualità della nostra regione e in questo modo anche la filiera produttiva delle nostre aziende, perché riteniamo che i prodotti che rappresentano la qualità, la storia e la cultura dei nostri territori siano un grande valore, oltre che un investimento sulla salute dei bambini nella fase della crescita”, affermano la vicepresidente della Regione e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi e l’assessora all’istruzione Alessandra Nardini.

Presa di posizione molto apprezzata da Filippo Fossati, amministratore unico di Qualità & Servizi, società pubblica controllata dai comuni di Sesto Fiorentino (37%), Campi Bisenzio (34%) Signa (16%), Calenzano (13%), per i quali eroga il servizio mensa e che arriva a preparare circa 1 milione e 100mila pasti l'anno.

“Apprezziamo la reazione delle assessore Saccardi e Nardini alla bocciatura della legge sulla promozione nelle mense scolastiche di prodotti a km 0. Questo è anche il nostro sentimento, il messaggio che deve arrivare è che per fare mense buone abbiamo bisogno di produttori che vogliano far comunità con le famiglie, con i consumatori locali, per migliorare la vita di ciascuno e la salute dei nostri terreni. Aziende toscane, come la nostra, sono pronte a dare una mano”, dice Fossati.

Anche la Cgil chiede di continuare a percorrere, con i correttivi richiesti, la strada che può incentivare i prodotti locali, chiedendo anche di tornare alla gestione pubblica di un servizio importante come quello delle mense scolastiche.

"Sosteniamo da tempo che nelle mense scolastiche occorra portare avanti una politica di qualità del cibo anche con prodotti di filiera corta che sostengano anche i tanti piccoli produttori della nostra regione. Il pronunciamento della Corte costituzionale in merito alla legge regionale che si proponeva questi obiettivi non mette assolutamente in discussione la possibilità di perseguirli e di realizzarli - commenta Maurizio Magi di Filcams Cgil Firenze -. Piuttosto entra nel merito di come farlo. E a nostro parere lo sviluppo del territorio con filiere corte e di prossimità, la qualità del servizio e quella del lavoro potranno essere più efficacemente concretizzate attraverso un rinnovato sistema di gestione pubblico delle mense scolastiche come ben dimostrano i modelli di questo tipo presenti anche nella nostra provincia. Riprendere il controllo pubblico di un servizio così rilevante significa infatti coniugare qualità del servizio e qualità del lavoro restituendo al territorio la centralità dovuta”.

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