Cronaca

Il mondo della sanità in rivolta, i sindacati proclamano lo stato di agitazione: "Situazione critica"

Scontro con la Regione, che replica: "Nessun blocco delle assunzioni, ma dobbiamo garantire anche la sostenibilità finanziaria"

Scontro sempre più forte tra il mondo della sanità e la Regione Toscana. Ieri con voto unanime le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione, annunciando "iniziative di lotta da attuarsi nel breve e nel medio periodo".

Da tempo i sindacati lamentano forte carenza di personale sanitario, che si tratti di infermieri, medici, oss, tecnici, denunciando il blocco delle assunzioni da parte della Regione. Nelle ultime settimane si è aggiunta anche la sospensione dei sanitari, pur non tantissimi, che non si sono vaccinati e che dunque sono stati allontanati dal lavoro.

I sindacati nel documento diffuso al termine dell'assemblea di ieri parlano di "situazione critica nella quale si trovano i servizi sanitari regionali, sia a causa del permanere dell’emergenza pandemica e della conseguente necessità di sostenere l’espansione delle attività legate al Covid, sia di garantire il mantenimento della rete ordinaria dell’assistenza".

Poi un attacco diretto "alle recenti determinazioni della Regione Toscana sul blocco degli organici delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere", con i sindacati che ancora parlano di un "comportamento inaccettabile delle Aziende del SSR (Servizio sanitario regionale, ndr) e della stessa Regione che continuano a 'rinviare risposte'" e si dicono "preoccupati per la carenza di adeguati stanziamenti del livello centrale al Fondo Sanitario Regionale, colpito da un decennio di tagli lineari".

Pronta la replica della Regione, prima con il presidente Eugenio Giani e poi con l'assessore alla sanità Simone Bezzini. “L’obiettivo è tutelare e rafforzare la sanità pubblica della nostra Regione per proiettarla nel futuro, e questo si ottiene garantendone anche la sostenibilità finanziaria. A tal fine stiamo portando avanti un lavoro che punta a trovare una sintesi tra la convergenza verso l’equilibrio di bilancio e la garanzia della continuità dei servizi e della qualità delle prestazioni erogate", spiega Bezzini.

"Nell’ultimo mese e mezzo sono state autorizzate oltre 600 tra assunzioni e proroghe. Quindi non siamo di fronte ad un blocco, ma ad un metodo che si basa sul tenere insieme le esigenze operative delle aziende con una gestione oculata e attenta degli aspetti finanziari”, prosegue Bezzini, che sottolinea di "comprendere" e "condividere totalmente" le preoccupazioni espresse dai sindacati, con i quali ci sarà un "confronto aperto".

Quanto al personale sospeso dal servizio per non aver effettuato il vaccino anti Covid, l'indicazione che arriva dalla Regione è che "sia sostituito tempestivamente con forme contrattuali flessibili a breve termine. I contratti ‘per sostituzione’ dovranno essere a brevissimo termine - dice Bezzini -, nell’ordine di un mese circa, con esplicita previsione di rinnovo, in modo da permettere il rientro degli operatori sospesi che decidano successivamente di ottemperare all’obbligo vaccinale senza significative sovrapposizioni con i sostituti e quindi senza aggravio di spesa per il sistema".

Parole, quelle di Giani e Bezzini, che non sembrano soddisfare i sindacati, che sarebbero pronti anche ad una prossima manifestazione in piazza Duomo a Firenze, sotto la sede della Regione di Palazzo Sacrati Strozzi. (Foto d'archivio)

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